Cos’è la microplastica?

La plastica è un materiale non biodegradabile. Ciò significa che ogni materiale plastico si fotodegrada, cioè si divide in tanti minuscoli frammenti (tra 1 e 5 millimetri) che, una volta ingeriti da molte specie animali, finiscono nella catena alimentare. Uno studio del WorldWatch Institute stima che un abitante in Europa Occidentale e in Nord America consumi in media circa 100 chilogrammi di plastica all’anno, proveniente soprattutto da imballaggi.

L’impegno per un futuro ecosostenibile deve riguardare sia i singoli cittadini che le grandi aziende.

La grande multinazionale Unilever, produttore di gelati, articoli per l’igiene personale, surgelati etc, ha avviato un processo di conversione dei propri  imballaggi, prediligendo quelli riciclabili, lavorando in collaborazione con il WWF con iniziative e progetti per informare, sensibilizzare e coinvolgere in attività che promuovono la raccolta differenziata.

Naturasì si impegna nella promozione del rispetto dell’ambiente, abituando i propri clienti ad un comportamento ecosostenibile partendo dai gesti quotidiani.  Tra questi, l’utilizzo di sacchetti riutilizzabili,  l’incentivazione sull’utilizzo di borracce in acciaio o filtri ad uso domestico e l’introduzione di distributori per alimenti sfusi.

iRyciclo Play promuove la riduzione di materiale plastico proponendo il proprio progetto sia ad enti pubblici che privati.
Tutti, insieme, possiamo fare la differenza.

Fonti: Il Sole 24 ore