Skip to content

Emergenza Plastica in mare

inquinamento plastica mare iryciclo

L’inquinamento dei mari viene causato maggiormente dalla dispersione di materiali plastici. Purtroppo il Mediterraneo è uno dei mari più colpiti da questo problema.

Sono ben 53 mila le tonnellate di plastiche all’anno disperse nel Mediterraneo, di cui il 65% rimane in superficie e viaggia per circa 10 anni spinta da venti e correnti. La maggior parte termina il proprio viaggio finendo sulle coste italiane e solo una piccola parte nel resto d’Europa: infatti, le spiagge italiane subiscono tra i maggiori impatti dell’inquinamento da plastica. Senza contare i rifiuti che si depositano sul fondale marino, quasi impossibile da ripulire.

Sono molte le iniziative green che mirano a risolvere il problema. A Cagnano Varano è stato presentato il nuovo protocollo di monitoraggio dei rifiuti marini, che ha come obbiettivo l’abbattimento dell’inquinamento delle nostre coste al fine di proteggere la biodiversità. L’iniziativa è realizzata dal progetto europeo MedSeaLitter, cofinanziato dal Programma Interreg Med.

In costiera amalfitana invece, a luglio e ad agosto verrà messa alla prova una start up di studenti della Federico II di Napoli. Presentato al festival delle scienze a Genova, Litter Hunter è un sistema composto da un drone lungo circa un metro, che effettua voli di perlustrazione per individuare plastiche e microplastiche a largo delle coste, e che, successivamente, invierà i dati raccolti a un robot marino che raggiungerà il materiale da rimuovere.

iRyciclo Play sostiene la lotta contro l’inquinamento dei mari proponendo i propri eco raccoglitori in tutte le località marittime, per la salvaguardia del nostro territorio e delle nostre meravigliose coste.

Fonti: WWF Ordine Nazionale Biologi La Repubblica