Skip to content

RAEE: una miniera di possibilità

Cosa sono i RAEE?

Con l’acronimo RAEE ( in inglese WEE o e-waste) sono definiti i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, semplicemente rifiuti elettronici.

Sono rifiuti particolari che consistono in qualunque apparecchiatura elettrica o elettronica inutilizzata o obsoleta e dunque destinata all’abbandono.

Per la raccolta sono codificati come segue:

-R1 (Freddo e Clima), per esempio frigoriferi,apparecchi per il condizionamento, congelatori

-R2 (Grandi Bianchi) lavatrici, lavastoviglie, forni a microonde, piani cottura ecc…

-R3 (TV e Monitor) vecchi schermi a tubi catodici CRT, schermi a LED, al Plasma e nuove tecnologie

-R4 aspirapolvere, macchine per cucire, computer (unità centrale, mouse, tastiera), stampanti, fax, ferri da stiro, friggitrici, frullatori,telefoni cellulari, videoregistratori, radio, plafoniere

-R5 (sorgenti luminose), per esempio lampade che contengono gas (come quelle a incandescenza), tubi fluorescenti al neon, lampade a risparmio energetico, a vapori di mercurio, sodio, ioduri, o sotto vuoto.

In Italia raccolte 122.330 tonnellate di RAEE nel 2019

Ogni anno in Italia vengono trattate 421.344 tonnellate di RAEE, di cui tre quarti costituite da rifiuti domestici.

Sono considerati tra i rifiuti più impattanti a livello ambientale poiché costituiti da materie plastiche, ferro, vetro, alluminio, rame, oro ecc…

Come possono essere inseriti nell’economia circolare?

Se correttamente differenziati e smaltiti, i RAEE possono costituire una grandissima fonte di materie prime seconde (derivanti dal processo di riciclo).

Un esempio è dati dagli apparecchi per il condizionamento che se correttamente smaltiti possono essere riciclati al 97,5% (stima di Hitachi Cooling & Heating che dal 2005 è a fianco del Consorzio Remedia)

I RAEE possono essere una miniera di metalli preziosi

Come abbiamo detto i RAEE sono costituiti anche da metalli preziosi come oro, rame, argento.

Questi metalli non sono presenti in grandi quantità e soprattutto l’Europa se ne approvvigiona quasi interamente con l’importazione.

Per questo l’unione Europea ha finanziato il progetto QUMEC, con cui si studia la possibilità di recuperare metalli preziosi dai rifiuti tecnologici al fine di ridurre l’inquinamento ambientale e migliorare la sostenibilità economica dell’industria hi-tech.

Lo studio per il recupero delle plastiche

Le plastiche di cui sono prevalentemente composti i RAEE (30%) presentano 2 caratteristiche che rendono ostico il processo di riciclo: varietà dei polimeri utilizzati e la presenza di plastiche con ritardanti di fiamma bromurati.

Il consorzio Ecolight, l’Università di Brescia e Stena Recycling, insieme con il Ministero dell’ambiente hanno promosso un progetto volto a studiare nuove modalità di trattamento per migliorare il recupero delle plastiche contenute nei rifiuti elettronici di piccole dimensioni.

 

Grande attenzione, dunque, in Italia e non solo al trattamento dei RAEE: problematici ma che possono costituire una importante risorsa.

Per questo iRyciclo Play ha creato l’eco-raccoglitore per la raccolta differenziata dei RAEE

Scoprilo qui