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Nestlè e green economy

Il gruppo Nestlè in Italia

Nestlè conta in Italia dieci stabilimenti da nord a sud e la proprietà di marchi della tradizione italiana, come Perugina, Buitoni e San Pellegrino.

Nel 2018 ha prodotto un valore condiviso per il sistema economico e sociale italiano, considerando le attività svolte in tutte le fasi della filiera, di 3.649 milioni di euro, pari allo 0,2% del PIL.

“Quello che facciamo deve avere valore per noi come azienda e un ritorno sulle persone e sulla società.”

Queste le parole del nuovo AD per Italia e Malta del gruppo Nestlè Marco Travaglia.

Nestlè: nuovi piani di investimento per l’ambiente

“Siamo molto impegnati sul tema della plastica e con un investimento di 1,5 miliardi di franchi svizzeri vogliamo favorire lo sviluppo di filiere di produzione di PE (polietilene) e PP (polipropilene) riciclabile

La fotografia del gruppo Nestlè ad oggi ci descrive un’azienda fortemente impegnata nella ricerca e sviluppo di nuovi modi di fare business.

Packaging eco sostenibile

Nel 2019 è stato inaugurato l’Institute of Packaging Sciences dove si studia per portare sul mercato soluzioni di imballaggio sicure ed ecologiche.

Mark Schneider, CEO Nestlé, ha dichiarato: “La nostra visione è un mondo in cui nessuno dei nostri imballaggi finisca in discarica o nella raccolta indifferenziata. 

A tal fine, introduciamo soluzioni di imballaggio riutilizzabili e materiali di imballaggio ecologici all’avanguardia.”

È stata stipulata una collaborazione con l’Università Federico II di Napoli che mette a disposizione del gruppo il Dipartimento di Scienze Chimiche, un centro d’eccellenza nel campo della scienza dei polimeri con l’obiettivo di immettere packaging riciclabili al 100% entro il 2025. Al momento la percentuale è del 95%.

Investimenti e fondi per start up ecologiche

L’impegno nella green economy con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale delle produzioni, è uno dei capisaldi dell’azienda e Marco Travaglia ha dichiarato alla stampa

Abbiamo messo a disposizione un investimento ad hoc di 250 milioni di franchi svizzeri (232,9 milioni di euro) su un fondo di venture capital per aiutare le start up innovative in questo settore, abbiamo già finanziato un progetto italiano e in generale ci mettiamo a disposizione di chi sia intenzionato a produrre queste plastiche, noi soddisferemo la produzione”

Ha però aggiunto: “il problema è che il sistema dei rifiuti, a valle, è molto complicato in Italia ci sono 8000 municipalizzate e ognuna lavora secondo le sue regole. Noi vogliamo creare filiere che facciano la differenziata in maniera organica“.


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