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ROMEO economia circolare e RAEE

Un grande passo avanti: ROMEO

In un articolo precedente (leggi qui) abbiamo parlato di RAEE e di quanto rappresentino una grande risorsa nell’economia circolare: se correttamente differenziati e smaltiti, i RAEE possono costituire una grandissima fonte di materie prime seconde (derivanti dal processo di riciclo).

Un grande passo avanti è stato fatto in Italia grazie ad ENEA: Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile; fiore all’occhiello nel campo della ricerca e delle nuove tecnologie in Italia fin dagli anni Sessanta.

Danilo Fontana, primo ricercatore del Laboratorio Tecnologie per il Riuso, il Riciclo, il Recupero e la valorizzazione di Rifiuti e Materiali di Enea ha spiegato
“I RAEE rappresentano una fonte di materie prime che potrebbe affrancare il nostro Paese e l’Europa dalle importazioni provenienti da Cina, Africa e Sud America”.

Stime e cifre importanti nel riciclo di RAEE

Secondo stime ENEA infatti dal trattamento di 1 tonnellata di schede elettroniche è possibile ricavare 129 kg di rame, 43 kg di stagno, 15 kg di piombo, 0,35 kg di argento e 0,24 kg di oro, per un valore complessivo di oltre 10mila euro (al prezzo attuale di mercato).

Grazie ai ricercatori ENEA è stato messo a punto un impianto pilota per il recupero di materiali preziosi da vecchi computer e cellulari attraverso un processo a ‘temperatura ambiente’ e senza pre-trattamento delle schede elettroniche.

È stato battezzato ROMEO: Recovery Of MEtals by hydrOmetallurgy

Come si intuisce dal nome, ROMEO utilizza un processo idrometallurgico brevettato ENEA che consente di ridurre i costi energetici.
Inoltre ENEA spiega in una nota: le schede elettroniche sono trattate senza essere sottoposte a un processo di triturazione, mentre le emissioni gassose vengono trattate e trasformate in reagenti da impiegare nuovamente nel processo stesso, minimizzando in questo modo impatto ambientale e produzione di scarti.

ROMEO è caratterizzato da modularità e flessibilità che consentono di trattare anche piccole quantità di rifiuti e di scegliere il grado di purezza del metallo recuperato in funzione delle esigenze di mercato.

RAEE e la direttiva europea 2012/19/EU

A partire dal 2019 la direttiva 2012/19/EU (che regolamenta il settore dei rifiuti elettrici ed elettronici) impone il raggiungimento di un target di raccolta dei RAEE pari al 65% (era al 45% nel 2016-2018); questa percentuale comprende non solo schede elettroniche, ma anche  carte di credito con chip, biciclette con pedalata assistita, prese elettriche multiple ecc…

Fontana aggiunge

“Ora il nostro obiettivo è di trasferire all’industria questa tecnologia affinché, attraverso l’introduzione di processi eco-innovativi, si possa completare la filiera del ciclo di trattamento dei rifiuti per far rimanere sul territorio materie prime strategiche, come oro, terre rare, magnesio e cobalto, con tutti i benefici che ne conseguono in termini occupazionali, economici e sociali. Ma con il nostro impianto guardiamo oltre: stiamo testando nuovi processi tecnologici per l’estrazione di materiali ad alto valore aggiunto da diverse tipologie di rifiuti, come magneti permanentibatterie al litio a fine vita, sottoprodotti industriali, ceneri e catalizzatori esausti

 

Nel 2019 in Italia si è registrato un incremento nella raccolta di RAEE del 10% rispetto al 2018, corrispondente a circa il 43% dei RAEE. Questo però indica che il 57% dei RAEE viene smaltito ancora con percorsi alternativi ( o illegali) che non garantiscono rispetto dell’ambiente e nemmeno una efficiente gestione delle risorse.

 

 

Ecco perché con iRyciclo Play abbiamo ideato eco-raccoglitori per la raccolta di RAEE

che incentivino i cittadini alla raccolta e ne garantiscano il giusto riciclo.