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Corepla e Coripet: i consorzi della plastica

Parliamo sempre più di raccolta differenziata della plastica e dell’importanza del riciclo.

In Italia come funziona la filiera della raccolta-riciclo della plastica?

Nel novembre del 1997 ai sensi del d.lgs 22/97,  è stato istituito il Consorzio Corepla regolato dal Decreto Legislativo 152/06.

A inizio 2017  contava 2.589 imprese consorziate, appartenenti all’intera filiera degli imballaggi in plastica (per le categorie C e D la partecipazione è del tutto volontaria):

Categoria A: imprese produttrici o importatrici di materia prima per la produzione di imballaggi in plastica

Categoria B: imprese produttrici o importatrici di imballaggi in plastica

Categoria C: imprese utilizzatrici che producono i propri imballaggi in plastica o importano merci imballate

Categoria D: imprese che riciclano o recuperano rifiuti di imballaggio in plastica

COREPLA stipula convenzioni per il conferimento della raccolta differenziata urbana con il singolo Comune o con il soggetto al quale il Comune ha rilasciato una delega formale ( es. azienda di raccolta).

Si occupa principalmente di imballaggi in plastica da imballaggio post-consumo provenienti dalla raccolta differenziata urbana ma collabora anche con impianti per il recupero di imballaggi in plastica provenienti dalle attività produttive (industria e commercio).

Plastica o plastiche?

Ogni materia plastica (polimero) possiede caratteristiche chimiche, fisiche, meccaniche e funzionali diverse che la rendono adatta a specifiche applicazioni; sarebbe più giusto parlare infatti di plastiche.

Nel riciclo, dunque, è importante un processo di selezione, che Corepla affida ai CSS (centri di selezione) che suddividono la plastica proveniente dalla raccolta urbana nelle seguenti categorie:

bottiglie in PET (acque minerali, bibite, ecc.) incolori

bottiglie in PET azzurrate

bottiglie in PET altre colorazioni

flaconi in polietilene ad alta densità-HDPE (detersivi, saponi, ecc.)

film in polietilene (sacchetti, confezioni di bottiglie, imballi di elettrodomestici, ecc.)

cassette per ortofrutta (la cui raccolta non è gestita da COREPLA)

imballaggi misti (prevalentemente rigidi e flessibili in polietilene o polipropilene).

Coripet: bottle to bottle

Menzione importante merita anche Coripet: un consorzio volontario tra produttori, converter e riciclatori di bottiglie in PET.

Riconosciuto dal Ministero dell’Ambiente, Coripet ha creato un sistema innovativo finalizzato alla gestione diretta di bottiglie in PET per uso alimentare.

I produttori che immettono sul mercato questo tipo di imballaggio – per confezionare acqua, latte, bibite, olio – aderendo al consorzio autonomo CORIPET adempiono agli obblighi derivanti dall’EPR (“Extended Producer Responsibility”) di gestione del fine vita dei propri imballaggi immessi sul mercato.

Il consorzio è istituito tra:
produttori (imprese che producono imballaggi finiti per liquidi alimentari utilizzati per il confezionamento dei propri prodotti – acqua, bibite, olio, latte)
converter (imprese che producono i semilavorati, come le preforme, e gli accessori, come i tappi, delle bottiglie in PET per liquidi alimentari)
riciclatori (imprese che riciclano le bottiglie in PET e in possesso del parere positivo EFSA per la produzione di rPET idoneo al diretto contatto alimentare)

La sfida ulteriore di CORIPET è il “bottle to bottle”: l’attivazione di una filiera italiana chiusa per il riciclo del PET.
Le bottiglie di plastica PET, immesse sul mercato dalle aziende produttrici consorziate, vengono raccolte e riciclate per diventare rPET che può essere usato nella produzione di nuove bottiglie.

Una scelta per l’ambiente: più si ricicla, meno plastica si produce.

 

*Le immagini sono solo a scopo illustrativo di un'eventuale collaborazione, non dichiarano false affermazioni