Plasmix: la plastica non è tutta uguale

Quando si parla di plastica da riciclare è bene fare le dovute distinzioni tra i vari tipi di materiale.

Le categorie della plastica

Le materie plastiche più diffuse sul mercato sono:

– Polietilene (PE): sacchetti, flaconi per detergenti, giocattoli, altri imballi;
– Polipropilene (PP), con usi diversi: oggetti per l’arredamento, contenitori per alimenti, flaconi per detersivi e detergenti;
– Cloruro di polivinile (PVC): vaschette per le uova, film, tubi; è anche nelle porte, nelle finestre, nelle piastrelle;
– Polietilene tereftalato (PET): bottiglie per bevande, fibre sintetiche, nastri per cassette;
– Polistirene, anche detto polistirolo (PS): vaschette per alimenti, posate, piatti, bicchieri.

PET, PVC e PE permettono i migliori risultati in termini di recupero.

Plasmix: da rifiuto a risorsa

Un’altra categoria del riciclo della pastica, è quella conosciuta con il nome di Plasmix.

In ambito scientifico e legislativo (dal 2017) il plasmix è definito come: insieme di plastiche eterogenee incluse negli imballaggi post-consumo e non recuperate come singoli polimeri.

Plastica povera che costituisce la parte principale di quella derivante dalla raccolta differenziata. Questo materiale è prevalentemente bruciato come combustibile per il recupero energetico e solo una piccola percentuale finisce in discarica.

Ci sono aziende però che hanno visto nel plasmix una grande opportunità e hanno sperimentato l’applicazione dello stesso in diversi campi.

Prima tra tutte la collaborazione tra Pont-Tech, Regione Toscana e Revet col progetto Pro-Plasmix: con questo progetto, grazie al recupero e riciclo del plasmix, sono prodotti manufatti insutriali.

Eni, in collaborazione con Corepla, ha avviato un progetto di impiego del plasmix per creare una nuova materia prima dai rifiuti plastici: idrogeno e biocarburanti di alta qualità.

Anche Iren Ambiente ha capito la grande opportunità che può rappresentare il trattamento del plasmix. Ha infatti avviato un progetto da diversi milioni di euro, con cui costruirà due centri di riciclo delle materie plastiche, uno completamente dedicato al plasmix.

Questo permetterà ad Iren di divenire leader tra gli operatori nazionali nella selezione delle plastiche Corepla e nel trattamento del plasmix.