L’economia circolare e il suo processo. Lo spiega Corepla

Siamo giunti al punto in cui solo in Italia vengono introdotti ben 2 milioni di tonnellate di plastica. I nostri mari sono malati, e già da anni si preannuncia un’aumento di rifiuti plastici versati nell’ambiente. In questa fase così delicata urge un cambiamento immediato, e il vice-direttore di Corepla, Antonello Ciotti vede nella corretta raccolta differenziata una grossa speranza per il futuro del nostro pianeta. (intervistato da Wise Society)

In Italia ci sono molte attività, iniziative e campagne di sensibilizzazione che ci aiutano a riciclare nella maniera più giusta. Un dato importante è quello che riguarda la quota della raccolta differenziata e degli imballaggi che è in costante aumento: oltre il 13% in più rispetto a due anni fa. L’impegno delle aziende che distribuisce il materiale plastico sarebbe quello di progettare dei packaging innovativi in eco-design, in modo da poter restituire una nuova vita al contenitore dopo che conclude il suo primo ciclo di vita.

Alla domanda “come interviene Corepla riguardo ai processi di riciclo”, Antonelli Ciotti risponde:

Per capire bene come funzione il consorzio bisogna partire dal comportamento del cittadino virtuoso e dotato di senso civico che fa la raccolta differenziata grazie anche al comune che glielo consente. Dopo la raccolta, noi portiamo la plastica negli impianti sparsi su tutto il territorio nazionale. Lì pesiamo il rifiuto, affinchè il Comune venga premiato con circa 300 euro a tonnellata (nel 2019 il totale pagato ai comuni da Corepla per sostenere la raccolta è stato di oltre 400 milioni di euro). E successivamente, per dare valore agli imballaggi, li separiamo per polimero. Sono operazioni automatizzate e che consentono di separare 15 prodotti: bottiglie, tappi, flaconi della detergenza, film, etc che poi vengono venduti ai riciclatori con l’obiettivo di rimetterli nel ciclo produttivo. Questa operazione di selezione vale quasi 200 milioni. Una parte di quello che selezioniamo può essere venduto. Rimane una parte che non può essere separata e va a produrre un combustibile utilizzato dai cementifici e che aiuta ad arrivare alle temperature di 800-900 gradi. Infine, una parte va in termovalorizzazione.