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Il rilancio è green: la sostenibilità come arma di sviluppo

La pandemia che ci ha travolti inaspettatamente ha influito tantissimo sul mercato mondiale. Hotel, B&B, ristoranti e attività simili sono quelle che hanno subito maggiormente la crisi finanziaria provocata dal Covid-19, e che ancora oggi faticano a ristabilire un equilibrio in borsa.

In questo articolo parleremo delle aziende di acque minerali che attraverso strategie di rilancio green provano ad affrontare con coraggio il periodo di crisi attuale e la possibile attuazione della Plastic Tax, ovvero la tassa sulla plastica, operazione ‘rivista rispetto a come era stata inizialmente presentata. La plastic tax entra in vigore a partire da luglio 2020, ed è stata ridotta a 45 centesimi al chilogrammo di materia plastica.’ (fonte money.it)

In Italia parliamo di ben 130 le aziende con circa 300 brand e 40 mila occupati. Si consideri che l’Italia, assieme alla Francia e alla Germania, rappresenta una fonte preziosa di acqua minerale (batteriologicamente pura dall’origine).

Riguardo l’utilizzo del materiale di confezione di questo bene di prima necessità si sta discutendo molto. Il Pet è un materiale 100% riciclabile e infatti la comunità europea non lo ha mai segnalato al bando. Ecco perché da diversi anni le aziende per la produzione di bottiglie per le acque minerali sono attivissime in termini di riutilizzo e di ciclicità del materiale. Si può dire che le aziende italiane di questo settore sono un’eccellenza di economia circolare.

Non mancano però nuove ricerche per l’individuazione di nuove tecnologie produttive per la realizzazione di modelli di “eco-design” per controbattere alle nuove normative e ai bisogni di mercato.

Secondo Fortuna, vicepresidente di Mineracqua «Per incentivare il riciclo, non bisognerebbe tassare il Pet, che resta comunque una risorsa e non un rifiuto. C’è poi un problema di educazione e comportamenti non corretti da parte di chi abbandona la plastica, non smaltendola correttamente. Ma non si può demonizzare una risorsa come la plastica. Stiamo vedendo durante la fase della pandemia che sempre più spesso vengono abbandonate nell’ambiente mascherine e guanti in plastica: per questo comportamento non corretto da parte di qualcuno, dovremmo forse rinunciare a questi importanti presidi sanitari? L’Italia oggi è al primo posto in Europa per riciclo della plastica con una media del 50 per cento. (fonte della citazione, Il sole 24 ore, art. di Alessio Romeo)