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Sistema circolare? Ecco perché conviene

Da diversi anni la valutazione degli scarti plastici è cresciuta in modo esponenziale.

Tempo fa la plastica e i materiali similari erano completamente destinati ad un rapido consumo senza poi passare per un sistema di riutilizzo. Oggi le cose sono cambiate e con l’aiuto di tutti e soprattutto delle principali aziende mondiali, i dati testimoniano un cambiamento radicale sul fronte del riciclo. Sono proprio i materiali polimerici quelli più utilizzati ultimamente. Essi sono facilmente applicabili per vari utilizzi e hanno un costo di produzione molto basso.

Un interessante dato appreso dal sito “the differentgroup.com” dice che “il Riciclo plastica è non solo uno dei processi più complicati ma anche un’emergenza da dover affrontare. Per quantificare il problema possiamo dire che se ci ponessimo su una linea temporale che va dal 1970 fino ai nostri giorni, si è passati da 15 milioni di tonnellate a 311 mega tonnellate. In realtà, attualmente, dato lo scenario creato dal Corona virus, si stima che il consumo sia aumentato ancora di più. Continuando il nostro viaggio temporale, si presuppone che entro il 2050 si avrà una triplicazione di tale valore fino a 993 mega tonnellate.” (tratto dall’art. di Aurora Cavaliere)

Ma come si ricicla al meglio il materiale plastico?

Il riciclo più efficace deve tener in considerazione le classificazioni dei polimeri. Infatti, ogni polimero ha una sua base di appartenenza e per tanto deve essere smistato con gli altri per così garantire un riciclo di livello. Tra questi la prima grande differenza che va fatta è tra la plastica ricavata dai combustibili fossili e quelle ricavata da frumento di mais, scarti organici, vegetali e di fermentazione.