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L’oceano non è mai stato così in pericolo.

Lago Uru Uru, il lago più inquinato del mondo.

Con certezza sappiamo che gli oceani coprono il 70% della superficie terrestre e che l’85% dell’ossigeno che respiriamo arriva dai mari. Sappiamo anche sempre con maggiore certezza che la pesca massiva (legale e illegale) sta impoverendo la fauna ittica , che le bioplastiche sono una emergenza vera e che il riscaldamento globale sta lentamente cambiando gli equilibri sopra e sotto. Un esempio devastante di inquinamento dei mari, lo troviamo in Bolivia.

Il lago Uru Uru che si trova in Boliva è probabilmente allo stato attuale il lago più inquinato di plastica del mondo. Tra le migliaia di bottiglie di plastica si intravedono giocattoli, scarpe, pannolini sporchi e persino carcasse e scheletri di animali. Sotto la superficie sabbiosa, inoltre, c’è uno strato di un materiale nero simile al catrame che ricopre la zona e che emana un odore nauseabondo.Anni e anni di sversamenti illegali di rifiuti e la diminuzione drastica del livello di acqua del bacino a causa del cambiamento climatico e della siccità del 2016 ne hanno messo in evidenza la terribile drammaticità. 214km quadrati di desolazione, i pesci non ci sono più da anni e le piante sono morte quasi del tutto, praticamente c’è più plastica che acqua.

Una ferrovia che attraversa il lago realizzata alcuni anni fa è diventata ora segno di divisione tra la parte di Uru Uru dove è sicuro pescare e la porzione definita «totalmente contaminata», ha dichiarato all’agenzia Efe.
Senza una «pulizia massiccia» e l’installazione immediata di griglie di filtraggio, il lago Uru Uru potrebbe «scomparire completamente nei prossimi cinque anni», ha detto invece un funzionario municipale. Centinaia di persone si sono riunite per partecipare alla pulizia del lago Uru Uru, in Bolivia. É solo l’inizio di una presa di coscienza che speriamo possa portare anche le autorità del paese a intraprendere decisioni più drastiche per riportare il bacino alla vita.