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Una innovazione che coniuga crescita e sostenibilità.

La sostenibilità ambientale e i suoi vantaggi.

Assicurare la crescita ambientale resta fondamentale per creare prospettive di lavoro, garantire la stabilità macroeconomica e mettere a disposizione risorse per le politiche di coesione a sostegno dei più svantaggiati, anche nel contesto della doppia trasformazione ecologica e digitale.

Lo studio evidenzia che conciliare la sostenibilità con la competitività, e quindi con la crescita, fa ormai parte delle dinamiche concorrenziali. Emerge inoltre che l’innovazione, tecnologica e organizzativa, di prodotto e di processo svolge un ruolo chiave per evitare il trade-off tra sostenibilità e redditività. Molte imprese, investendo nel miglioramento dell’efficienza energetica di impianti ed edifici, hanno ridotto i costi operativi. L’intelligenza artificiale viene utilizzata per diminuire l’impatto ambientale dei processi produttivi, aumentando al contempo la produttività, come ben evidenziato, per trasporti e logistica, dall’esperienza della digitalizzazione del porto di Livorno. Spesso l’innovazione deriva dalla cooperazione intersettoriale. Le tecnologie satellitari forniscono alle imprese agricole gli strumenti per consumare meno risorse e ridurre emissioni e inquinamento.

La prima sfida è quella di cogliere le oppurtanità che vengono dalla crescente domanda di prodotti sostenibili da parte di imprese, Pa e consumatori. La sostenibilità può comportare anche un migliore accesso alle risorse finanziarie sul mercato. Alcune grandi imprese italiane hanno già utilizzato con successo lo strumento dei green bond.

La seconda sfida riguarda il green procurement. La domanda pubblica può fare da traino per opere, beni e servizi con elevate caratteristiche di sostenibilità ambientale. A questo fine, tuttavia, occorre accelerare l’attuazione del sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti per assicurare un livello adeguato di competenze, anche in materia ambientale, nella definizione e attuazione di appalti e concessioni.

Il terzo fronte è quello della regolazione per correggere le esternalità di natura ambientale e assicurare la trasparenza dei green claim. Le scelte vanno compiute principalmente a livello europeo e, per evitare costi ingiustificati, occorrono un vaglio rigoroso della necessità e della proporzionalità degli interventi; l’attenta definizione dell’ambito di applicazione, evitando distorsioni della concorrenza e l’accurata disciplina della fase transitoria. Resta la dimensione globale della sfida ambientale.

Infine, sul fronte degli aiuti di Stato, la Commissione europea ha pubblicato orientamenti su come impostare, il sostegno alle imprese per la transizione verde e digitale in modo conforme alle regole del Trattato. Per assicurare la rapida approvazione del Piano italiano, è importante considerare queste linee guida nel disegno degli interventi.