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Cambiamento climatico, e come le città si adattano

l’Unione europea e l’Agenzia europea dell’ambiente
promuovono l’adattamento ai cambiamenti
climatici.

La nuova strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici, adottata di recente dalla Commissione europea, propone azioni volte a migliorare le conoscenze in materia di adattamento.

ClimateADAPT propone una serie di buone pratiche elaborate dalle città che stanno attuando misure di adattamento. L’elemento di novità è che questa strategia dell’UE riconosce pienamente che l’adattamento richiede piani e azioni a tutti i livelli di governance. Le azioni delle città hanno trovato pieno riconoscimento nella nostra relazione «La sostenibilità urbana in Europa.

Non è da oggi che l’AEA si occupa di questioni riguardanti l’ambiente urbano. Applicando un approccio tematico, l’Agenzia ha seguito l’evoluzione di fenomeni quali l’urbanizzazione e l’inquinamento, la qualità dell’aria nelle città, l’inquinamento acustico e l’adattamento delle città ai cambiamenti climatici. La nuova relazione è la prima di una serie di valutazioni che esaminano in un’ottica integrata il contributo delle città agli obiettivi ambientali. In particolare, la relazione analizza la situazione delle città in modo diretto, mediante sondaggi e interviste, per comprendere i fattori trainanti del cambiamento ambientale delle città nel contesto della loro transizione verso una società più sostenibile. Si tratta di un documento con intenti esplorativi che le città utilizzano come parametro di riferimento per valutare sia i fattori trainanti della transizione verso la sostenibilità urbana, sia i relativi ostacoli.

Tra tutti questi fattori individuati grazie alla ricerca, ve ne sono alcuni che si distinguono dagli altri. Abbiamo scoperto che non esiste un approccio unico e indifferenziato. La ricerca ha individuato i fattori trainanti e gli ostacoli in sette settori chiave: contesto, governance, conoscenza, cultura, tecnologia, dati e informazioni, finanza. È importante notare che questa è la prima volta che l’AEA affronta la tematica delle città in modo diretto, con un approccio esplorativo e attraverso un esercizio di riflessione e progettazione che potrà essere ulteriormente sviluppato.

L’impatto complessivo della COVID-19 sulla sostenibilità urbana è tuttora oggetto di valutazione. La pandemia ha modificato i nostri stili di vita aumentando l’utilizzo dei dispositivi digitali e il lavoro da casa. Di conseguenza sono mutati i paesaggi urbani, con effetti duraturi sui trasporti e sul pendolarismo quotidiano, ed è probabile che in futuro cambino anche la domanda di abitazioni e l’uso degli uffici. Questa situazione può contribuire a migliorare la qualità dell’aria e a diminuire il rumore grazie alla riduzione del traffico.

Molto dipenderà dal modo in cui i paesi europei imposteranno i piani per la ripresa e la resilienza e, cosa ancora più importante, dall’importanza che attribuiranno alle città in quanto soggetti attivi. Le città hanno avuto un ruolo significativo nel sostenere i propri abitanti durante la pandemia. La prossima nota informativa dell’AEA analizza alcune delle prime conseguenze della pandemia per l’ambiente e il cambiamento climatico. Mi riferisco alla mobilità e all’accessibilità, al gran numero di ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche degli edifici, all’importanza degli spazi verdi, alle soluzioni naturali e al ruolo degli alimenti locali di origine urbana.

L’attività nell’AEA si rivolge a un pubblico ampio. Collaboriamo con i Paesi, con le istituzioni e organizzazioni europee e, in generale, con la società civile europea. Benché il 75 % della popolazione europea viva in ambienti urbani, il mandato dell’AEA non prevede una collaborazione diretta con le città. Le nostre prossime valutazioni hanno un duplice obiettivo: tenere conto dell’importanza del livello locale e del ruolo delle città per conseguire gli ambiziosi obiettivi ambientali e climatici stabiliti dall’Europa.

La nostra attività dimostra anche che le città sono fortemente impegnate sul piano dell’attuazione pratica e, talvolta, sono persino più ambiziose degli Stati.

La relazione contiene informazioni molto interessanti che sono state raccolte nelle città oggetto dello studio e hanno implicazioni dirette per le politiche dell’UE. Uno dei principali insegnamenti è che alla legislazione e al quadro politico dell’UE è riconosciuto un ruolo chiave per accelerare il cambiamento delle città in senso sostenibile. Un ruolo cruciale è svolto dall’accesso ai finanziamenti dell’UE, nazionali e privati, ma anche le reti di città e i partenariati mirati sono molto importanti nell’ottica di conferire un valore aggiunto agli sforzi delle città a favore della sostenibilità. Allo stesso tempo, però, va considerato che le città sono eterogenee e che le modalità della transizione devono essere adattate ai differenti contesti locali. Gli orizzonti futuri e i piani strategici per la sostenibilità definiti a livello locale sono essenziali perché costituiscono le fondamenta delle azioni future.