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Spiagge Pulite l’iniziativa di Legambiente per ripulire arenili e fondali dai rifiuti spiaggiati

Su 14 spiagge monitorate nella nostra regione trovati una media di 947 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. A farla da padrona è ancora la plastica (85% del totale).

Oltre 9 rifiuti di ogni genere per ogni metro lineare di arenile. Una media di 947 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia che supera di gran lunga il valore soglia o il target di riferimento stabilito a livello europeo per considerare una spiaggia in buono stato ambientale, ossia meno di 20 rifiuti spiaggiati ogni 100 metri lineari di costa. A parlar chiaro sono anche i nuovi dati dell’indagine Beach Litter 2021, realizzata dai circoli locali di Legambiente e che l’associazione ambientalista lancia in vista del week-end de 14, 15 e 16 maggio di Spiagge e Fondali Puliti.


I rifiuti censiti da Legambiente sono di ogni forma e tipo, per lo più usa e getta, legati principalmente agli imballaggi, al consumo di cibo e ai rifiuti da fumo: dalle bottiglie ai contenitori e tappi di plastica, dai mozziconi di sigaretta ai calcinacci e ai frammenti di vetro, per arrivare a dischetti, guanti e mascherine. Su circa la metà delle spiagge campionate, la percentuale di plastica eguaglia o supera il 90% del totale dei rifiuti monitorati, mentre sul 71% dei lidi monitorati sono stati rinvenuti guanti usa e getta, mascherine o altri oggetti riconducibili all’emergenza sanitaria Covid-19. Nella provincia di Napoli, 2 spiagge a Napoli (Mappatella Beach e il litorale San Giovanni a Teduccio), l’Arenile Stabiese a Castellammare di Stabia, il lido delle Monachelle e la spiaggia di Lucrino a Pozzuoli, la spiaggia libera Licola a Giugliano in Campagna, la spiaggia Romana a Bacoli; nella provincia di Salerno la spiaggia presso la foce del fiume Tusciano a Battipaglia, l’area protetta Legambiente Eboli, la spiaggia libera a Pontecagnano Faiano e la spiaggia del Caterpillar a Salerno, la spiaggia dei Pioppi a Pollica, la spiaggia dell’oasi dunale Paestum a Capaccio Paestum e la spiaggia Mercatello a Salerno.

Materiali e fonti: Dai campionamenti fatti da Legambiente nelle 14 spiagge, la plastica risulta il materiale più trovato (85,4% degli oggetti rinvenuti), seguita da vetro/ceramica (5,7%), metallo (3,5%), tessili (1,6%), carta/cartone (1,2%). Quest’anno al primo posto nella top ten dei rifiuti spiaggiati, i mozziconi di sigarette che rappresentano il 15,6% dei rifiuti registrati seguiti dagli oggetti e i frammenti non identificabili di plastica (14,3%) e di polistirolo (12,4%). Questi ultimi sono il simbolo per eccellenza di maladepurazione (spesso infatti vengono gettati nel wc) e in Italia sono al bando in favore di alternative più sostenibili e compostabili. Al sesto posto troviamo le bottiglie e contenitori in plastica per bevande (4,9%), seguiti dagli oggetti e frammenti in plastica espansa (non polistirolo) (2,4%) e da pezzi di plastica di dimensioni maggiori di 50 cm (2,2%). Chiudono la top ten le stoviglie usa e getta in plastica (bicchieri, cannucce, posate e piatti di plastica) con il 2,2% e gli oggetti di vetro con l’1,9%.

L’arenile con il maggior numero di rifiuti spiaggiati è quello di Castellammare di Stabia con 1.781 rifiuti pari al 13,4% del totale, seguito dalla spiaggia libera “presso foce” nel comune di Sessa Aurunca con 1.759 (13,3%) e dalla spiaggia di Lucrino, nel comune di Pozzuoli con 1.526 rifiuti ritrovati pari al 11,5% del totale. È la spiaggia di Pozzuoli quella con il più alto numero di mozziconi di sigaretta 1.119 seguita dalla spiaggia di Mercatello nel comune di Salerno con 526 mozziconi ritrovati.


Per questo chiediamo che l’Italia emani entro il 3 luglio 2021 il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea pensata per bandire e ridurre la produzione e commercializzazione di alcuni prodotti di plastica monouso su tutto il territorio nazionale. Per le bottiglie e i contenitori di plastica, inclusi i tappi (e anelli) – ne sono stati trovati oltre 1839 sulle spiagge campane monitorate da Legambiente – è stato proposto l’obiettivo di raccolta del 90% al 2025 e si dovrà riciclare almeno il 90% delle bottiglie per bevande entro il 2029, con un target intermedio del 77% al 2025. Tra gli altri prodotti ci sono poi i contenitori in plastica per alimenti e i bicchieri di plastica che rappresentano rispettivamente il 44% e il 31% dei rifiuti da consumo di cibi da asporto, ovvero l’insieme di posate, piatti, cannucce e mescolatori per bevande censiti dai volontari di Legambiente.

Per quanto riguarda i cotton fioc ne sono stati ritrovato ben 989 nonostante quelli di plastica in Italia sono stati messi al bando a partire dal 2019, un’iniziativa nata dalla denuncia di Legambiente che di fatto ha anticipato il divieto di commercializzazione di questi prodotti contenuto nella proposta della direttivaInfine ci sono le buste di plastica, ancora presenti sulle spiagge italiane nonostante il bando esistente dal 2013 nel nostro Paese che ha comunque permesso una riduzione nell’uso di sacchetti del 65%.

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