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Un accordo globale per fermare l’inquinamento da plastica

Il testo si concentra su microplastiche e economia circolare per affrontare l’intero ciclo di vita dei prodotti in plastica.

La buona notizia arriva da Ginevra, dove l’Agenzia dell’Onu per la protezione ambientale ha riunito più di 1000 rappresentanti da svariati paesi e decine di organizzazioni non governative.

Sul tavolo il testo di un trattato legalmente vincolante per scrivere la parola fine sull’inquinamento da plastica. Dagli anni 50, l’agenzia dell’Onu calcola che siano state prodotte miliardi di tonnellate di plastica, di cui almeno la metà è finito in discarica o direttamente nell’ambiente. Finendo in gran parte negli oceani, causando così la morte di più di milioni di uccelli acquatici e di molti mammiferi marini ogni anno.

Secondo quanto sostenuto nel report, per risolvere il duplice problema dei rifiuti e dell’inquinamento da plastica – in un modo che aiuti anche ad affrontare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità – è necessaria un’economia circolare per la plastica, che affronti il ​​suo intero ciclo di vita. Un modello basato su tre principi: eliminare di tutti gli oggetti di plastica problematici e non necessari; innovare per garantire che la plastica di cui abbiamo bisogno sia riutilizzabilericiclabile o compostabile; ‘circolarizzare’ tutti gli articoli in plastica che usiamo per mantenerli all’interno dell’economia e fuori dall’ambiente.

La bozza di accordo è stata presentata dal Perù e dal Ruanda e ha subito ricevuto l’appoggio dell’Unione Europea. Intanto, la prima stesura ha già raccolto l’adesione di 25 paesi e un impegno informale da altri 50.

Nel testo, tra gli aspetti più rilevanti, va segnalato l’accento nesso sulle microplastiche, minuscoli frammenti che hanno letteralmente colonizzato ogni ecosistema terrestre, dalla fossa delle Marianne ai ghiacciai alpini spinti da venti e correnti. L’obiettivo dell’accordo sull’inquinamento da plastica è “promuovere un’economia circolare e affrontare l’intero ciclo di vita della plastica dalla produzione, consumo e progettazione alla prevenzione, gestione e trattamento dei rifiuti”. La bozza, intanto, sarà discussa il prossimo anno durante l’assemblea delle Nazioni Unite sull’ambiente che si terrà a Nairobi in Kenya.