“La terra è ferita”: la prima enciclica sui temi ambientali

Per la prima volta un Papa annuncia una lettera circolare sull’ambiente rivolta e spedita a tutti i Vescovi del mondo.

Per Papa Francesco la nuova Enciclica non è una comunicazione indirizzata solo ai Cristiani, ma a tutti, uomini di fede e non. Il documento, che entra a far parte dell’archivio del Magistero della Chiesa, vuole sottolineare la grave situazione che interessa la nostra terra, costantemente minacciata dalle attività inquinanti dell’uomo. “Serve una conversione ecologica” ha così specificato il Papa.

Nonostante sia un documento compilato oltre che dal Papa, anche da un gruppo di scienziati e attivisti ambientali, l’enciclica in questione mantiene comunque un’impostazione spirituale. Infatti il tema della salvaguardia ambientale pone un’attenzione speciale ai poveri e all’economia moderna, sempre rivolta al profitto e alle diseguaglianze. (fonte Focus.it)

1. «Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».[1]

2. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora. (i primi due punti del documento su http://w2.vatican.va )

Leggi l’intera Enciclica cliccando su questo link http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

Domani nasce App pesca di plastica: la nuova app per ripulire il mare dalla plastica

Domani 15 luglio sarà possibile scaricare da Google Play e da AppStore la nuova applicazione pensata per ripulire il mare dagli oggetti di plastica.

Non è certamente da intendersi come una soluzione definitiva, ma sicuramente il progetto promosso dal Comune di Otranto e dalla Lega navale Italiana contribuirà alla lenta ripresa di un ecosistema per troppi anni deturpato. L’obiettivo di questa nuova iniziativa è quello di creare una rete tra tutte le sedi della Lega navale italiana.

Attraverso l’applicazione sarà da subito possibile aderire al concorso “ripuliamo il mare dalle plastiche”; una volta confermata la partecipazione, l’app provvederà a certificare i depositi dove verranno recuperate tutte le plastiche avvistate durante manifestazioni di vario genere, come escursioni in barca, regate, immersioni sportive o attività all’aperto in riva.

Al rientro, come si evince dal sito dedicato www.appescadiplastica.it, “in porto si potrà testimoniare in modo certo e univoco il proprio impegno ecologico a beneficio dell’ambiente facendo una foto nel punto di raccolta sito nel piazzale antistante i pontili della Lega Navale di Otranto in prossimità del “pontone”. Il materiale raccolto dovrà essere posizionato nello spazio predisposto accanto al raccoglitore e scattare una foto con l’APP “A Pesca di plastica”.

Il regolamento mette in chiaro le finalità del progetto, l’accesso al concorso e le modalità di svolgimento. Per ulteriori info scrivere a info@appescadiplastica.it

I nuovi eco-raccoglitori per la raccolta differenziata targati iRyciclo Play

iRyciclo Play produce ed installa, in comodato d’uso gratuito, eco-raccoglitori per la raccolta differenziata incentivata di plastica e alluminio, vetro, carta e cartone, oli esausti,
RAEE e indifferenziato destinati a tutti i comuni e agli enti pubblici per trasformare la vostra città in una Smart City!

La raccolta dei materiali è affidata al Comune o all’azienda addetta e rimangono di loro proprietà.

Gli eco-raccoglitori possono essere installati in qualsiasi punto della città.

COSA FA IRYCICLO PLAY?

Produce eco raccoglitori MADE IN ITALY con Marcatura CE garantiti 5 anni.
Personalizza gli eco-raccoglitori con i loghi delle aziende partner, comune, azienda addetta alla raccolta ecc.
Installa gli eco-raccoglitori su suolo pubblico e/o privato.
Crea un network in DIGITAL SIGNAGE e notifiche push per l’eco-advertising.

COSA NON FA IRYCICLO PLAY?

NON si occupa del ritiro dei materiali conferiti.
NON è il proprietario del materiale conferito.
NON richiede alcun contributo per la messa a disposizione degli eco-raccoglitori, né sui materiali raccolti.

 

 

 

Nestlè e green economy

Il gruppo Nestlè in Italia

Nestlè conta in Italia dieci stabilimenti da nord a sud e la proprietà di marchi della tradizione italiana, come Perugina, Buitoni e San Pellegrino.

Nel 2018 ha prodotto un valore condiviso per il sistema economico e sociale italiano, considerando le attività svolte in tutte le fasi della filiera, di 3.649 milioni di euro, pari allo 0,2% del PIL.

“Quello che facciamo deve avere valore per noi come azienda e un ritorno sulle persone e sulla società.”

Queste le parole del nuovo AD per Italia e Malta del gruppo Nestlè Marco Travaglia.

Nestlè: nuovi piani di investimento per l’ambiente

“Siamo molto impegnati sul tema della plastica e con un investimento di 1,5 miliardi di franchi svizzeri vogliamo favorire lo sviluppo di filiere di produzione di PE (polietilene) e PP (polipropilene) riciclabile

La fotografia del gruppo Nestlè ad oggi ci descrive un’azienda fortemente impegnata nella ricerca e sviluppo di nuovi modi di fare business.

Packaging eco sostenibile

Nel 2019 è stato inaugurato l’Institute of Packaging Sciences dove si studia per portare sul mercato soluzioni di imballaggio sicure ed ecologiche.

Mark Schneider, CEO Nestlé, ha dichiarato: “La nostra visione è un mondo in cui nessuno dei nostri imballaggi finisca in discarica o nella raccolta indifferenziata. 

A tal fine, introduciamo soluzioni di imballaggio riutilizzabili e materiali di imballaggio ecologici all’avanguardia.”

È stata stipulata una collaborazione con l’Università Federico II di Napoli che mette a disposizione del gruppo il Dipartimento di Scienze Chimiche, un centro d’eccellenza nel campo della scienza dei polimeri con l’obiettivo di immettere packaging riciclabili al 100% entro il 2025. Al momento la percentuale è del 95%.

Investimenti e fondi per start up ecologiche

L’impegno nella green economy con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale delle produzioni, è uno dei capisaldi dell’azienda e Marco Travaglia ha dichiarato alla stampa

Abbiamo messo a disposizione un investimento ad hoc di 250 milioni di franchi svizzeri (232,9 milioni di euro) su un fondo di venture capital per aiutare le start up innovative in questo settore, abbiamo già finanziato un progetto italiano e in generale ci mettiamo a disposizione di chi sia intenzionato a produrre queste plastiche, noi soddisferemo la produzione”

Ha però aggiunto: “il problema è che il sistema dei rifiuti, a valle, è molto complicato in Italia ci sono 8000 municipalizzate e ognuna lavora secondo le sue regole. Noi vogliamo creare filiere che facciano la differenziata in maniera organica“.


iRyciclo Play ha creato innovativi eco-raccoglitori per rispondere a questa problematica.
Scopri come