Il piano di rilancio dell’Italia: più green e digitale

Qualche giorno avevamo parlato sulla nostra pagina Facebook del piano per il rilancio dell’Italia dopo la crisi da Covid-19.

Il Presidente Conte ha affermato «Non vogliamo ripristinare lo status quo, ma migliorare il Paese»

Il Piano non è ancora definitivo ma è interessante ripercorrere i punti salienti dello stesso:

1. Un Paese digitale

É il primo punto del piano Conte che parte puntando su una rete nazionale unica in fibra ottica e sul 5G.
Prevede investimenti per rafforzare la cybersecurity e per rendere maggiormente digitale l’Italia (intelligenza artificiale, robotica, servizi in cloud). Ed ancora la promozione dei pagamenti digitali, superare il digital divide grazie a voucher per famiglie e imprese, internet ultraveloce nelle aree rurali per sviluppare l’Agricoltura 4.0.

2. Migliorare le infrastrutture

Questo punto parte principalmente dall’intervento sulle infrastrutture dei trasporti per un Italia iperconnessa: dalle reti ferroviarie, ai porti, agli aeroporti. Miglioramento dell’edilizia urbana e rurale e riqualificazione dell’impiantistica sportiva, anche in vista delle Olimpiadi 2026.

3. Eco sostenibilità

Questo punto si focalizza particolarmente su economia circolare e green economy.Ad esempio ci sono in cantiere progetti per la creazione del marchio Italia sostenibile (Made Green in Italy), l’attuazione delle direttive europee sull’economia circolare; il Progetto “End of Waste” e “Zero Waste” (zero rifiuti in discarica e possibilità di dare nuova vita ai rifiuti tradizionali usandoli come materia prima per altre produzioni), il Green Public Procurement, la lotta agli sprechi alimentari e l’aumento del recupero delle eccedenze come strumento di inclusione sociale.

4. Economia più competitiva

In questo caso si parte principalmente dall’innovazione ( incentivo per i grandi progetti di automazione, intelligenza artificiale e per la transizione green dei sistemi produttivi).
Poi sostegno all’export: Piano straordinario di comunicazione per rilanciare l’immagine del Paese.

5. Filiera produttiva

Grande sostegno anche alla filiera produttiva: partendo dal turismo fino all’agricoltura con il progetto Agriturismo 4.0, passando per la filiera agroalimentare.

6. La Pa al servizio di cittadini e imprese

Punto focale la sburocratizzazione della Pubblica amministrazione, con il rafforzamento delle competenze organizzative del personale, seguito a ruota dalla digitalizzazione della Pa.

7. Investire in ricerca e formazione

Essenzialmente questo punto si concentra sull’innovazione dei sistemi di istruzione, adeguare la formazione alle esigenze del mondo del lavoro ecc…

8. Italia più inclusiva

Questo punto può essere riassunto in poche parole: rafforzamento del Welfare italiano.

9. Modernizzazione del sistema giuridico

Riforma del Codice Civile, Riforma del diritto societario e innovazione del diritto dello sport.

Il Covid 19 minaccia il riciclo

Ci siamo emozionati quando, per il lockdown imposto per fronteggiare il Covid-19, la natura si è ripresa i propri spazi.

Le acque limpide, i satelliti hanno rilevato una netta riduzione di inquinamento atmosferico e smog, gli animali liberi nelle città.

Ci siamo posti delle domande: cosa succederà con la ripresa della vita “normale”?

Non era certo auspicabile che il trend restasse quello del lockdown, ma la ripresa ha messo in evidenza comportamenti che possono minare i progressi fatti finora con il riciclo, soprattutto della plastica.

I comportamenti poco sostenibili

La paura di contaminazione dei cibi ha portato ad una corsa all’acquisto di cibi confezionati, anche frutta e verdura.

Questo significa un aumento esponenziale di consumo di plastica monouso e da imballaggio.

Accanto a questa tendenza troviamo la crescente richiesta di cibi da asporto e spesa a domicilio, comportamenti che incrementano l’aumento di packaging monouso.

Questi comportamenti sono aggravati dallo stop, ricevuto negli scorsi mesi, della filiera del riciclo e soprattutto della diminuzione del costo del petrolio che quindi porta le aziende ad approvvigionarsi sempre meno della plastica da riciclo perchè meno conveniente.

Conseguenza di tutto ciò è una diminuzione del riciclo a favore di un aumento della produzione di plastica.

Mascherine e guanti: grande spina nel fianco per l’ambiente

Molti si indignano per la produzione smodata di guanti e mascherine monouso, necessari come dispositivi di protezione individuale per poter svolgere in piena sicurezza le attività giornaliere.

La vera indignazione dovrebbe essere invece rivolta al modo in cui questi dispositivi vengono raccolti.

Ne abbiamo già parlato in questo articolo, in cui esprimevamo le nostre perplessità riguardo l’educazione civica dei cittadini e del corretto smaltimento di questi prodotti.

Purtroppo dopo 2 settimane il trend non accenna a migliorare: sempre più mascherine abbandonate per strada, all’uscita dei supermercati e degli uffici.

iRycicloPlay: raccolta e riciclo SMART

iRycicloPlay produce ed installa ecoraccoglitori SMART: la raccolta è incentivante. I cittadini rispettano l’ambiente e guadagnano eco-coupon spendibili in attività commerciali aderenti.

Tutti sono spronati a fare la loro parte e contribuire a mantenere l’ambiente pulito!

Coronavirus: nuovo Ecoraccoglitore iRycicloPlay

Dal 4 Maggio molte attività riprendono la propria attività cosi come da DPCM del 26 Aprile.

Sono richieste ovviamente tutte le misure necessarie per il contenimento dell’epidemia: distanziamento sociale (di almeno 1 metro) e l’uso di mascherine e guanti nei posti di lavoro, sui mezzi pubblici e in alcuni negozi o locali.

Si stima che serviranno, sul territorio italiano, dal 4 Maggio in avanti circa 1 Miliardo di mascherine al mese. 

I Dispositivi di Protezione Individuale dove andranno a finire?

L’allarme era scattato già a  fine febbraio da Gary Stokes, cofondatore di OceansAsia, il quale affermava che molte mascherine erano state rinvenute sulle rive delle spiagge di Soko (Honk Kong)

Lo stesso problema se lo sta ponendo l’Italia, in vista soprattutto della Fase 2.

Allarme che ha delle basi: sono stati già trovati migliaia di dispositivi di protezione lasciati per terra sulle nostre strade.

«Le persone che abbandonano oggi questi oggetti sono le stesse che prima abbandonavano altri rifiuti per strada senza alcun rispetto né per la salute né per l’ambiente. Certo che oggi, dato il tipo di rifiuto potenzialmente infetto, questo atteggiamento è ancora più grave» ha detto il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Si perchè il pericolo può essere doppio: se non correttamente raccolti e smaltiti questi dispositivi possono essere fonte di inquinamento ambientale e veicolo del virus.

Nuovo Ecoraccoglitore iRycicloPlay

Per questo iRycicloPlay ha progettato un nuovo Eco-Raccoglitore per Guanti e Mascherine usati.

Il cittadino è tenuto a raccogliere guanti e mascherine usati in un sacchetto apposito che poi conferirà in cambio di eco-bonus, così come per ogni eco-raccoglitore iRyciclo Play.

Noi siamo pronti, e tu? Fa la tua parte! Richiedi il nostro nuovo eco-raccoglitore nel tuo Comune!

 

Covid19 e riciclo rifiuti sanitari

Ogni evento porta con sè delle conseguenze: parliamo dell’emergenza sanitaria del Coronavirus.

Ci soffermeremo in questo articolo sull’aspetto dei rifiuti: quelli ospedalieri che,solo nell’ultima settimana, in Italia sono aumentati del 20%.

Rifiuti sanitari in Italia

Lucia Leonessi, direttore generale di Confindustria Cisambiente, cui fanno capo le imprese del settore di ecologia e igiene ambientale, ha dichiarato che la grande quantità di rifiuti speciali sanitari sta mettendo a dura prova gli oltre 90.000 addetti delle imprese del sistema di gestione e smaltimento rifiuti.

Il sistema però regge bene e risponde all’emergenza in maniera efficace.

Tra le aziende associate a Cisambiente vi è Eco Eridiana Spa: fondata a Genova nel 1988, nel corso degli anni si è affermata come azienda leader in Italia nei servizi di raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimento di rifiuti di origine sanitaria e industriale. Del gruppo fanno parte diverse aziende. Circa il 50% dei rifiuti sanitari italiani viene gestito dal gruppo.

Il trattamento dei rifiuti ospedalieri

Andrea Giustini, presidente di Eco Eridiana, ha dichiarato all’ANSA che la procedura di trattamento dei rifiuti sanitari, potenzialmente infetti a causa della loro provenienza, è molto rigida.

fonte Eco Eridiana Spa

Sono usati sacchi e contenitori appositi per raccogliere e trasportare i rifiuti ospedalieri agli impianti autorizzati allo smaltimento.
I contenitori possono essere riutilizzati ma devono essere sottoposti a procedure di sterilizzazione sanificazione; mentre i rifiuti sono avviati a termovalorizzazione producendo energia disponibile nella rete.

La scelta di sanificare e riutilizzare i contenitori riduce l’impatto ambientale del processo di riciclo evitando la produzione di nuovi contenitori (qualora non fosse possibile sanificarli completamente vengono avviati al processo di termovalorizzazione).

 

La termovalorizzazione rappresenta un processonel quale il calore sviluppato dal processo di combustione dei rifiuti è recuperato per produrre vapore.
Tale vapore sarà utilizzato per produrre energia elettrica o per il teleriscaldamento.