Rivendig: il nuovo porgramma di economia circolare

Il progetto promosso da Corepla, Confida e Unionplast prevede l’istallazione di 5 mila contenitori per il riciclo della plastica, specialmente di bicchieri monouso e di palette del caffè dei distibutori.

È un’idea, a favore dei distributori automatici per la vendita di bevande, ha la possibilità di generare un riutilizzo della materia plastica con ampi margini di risparmio. Ci crede Confida (Associazione Italiana Distribuzione Automatica), Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica) e UNIONPLAST (Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche).

Convinte le parole di Antonello Ciotti, Presidente del Corepla “Da sempre l’impegno del Consorzio per massimizzare l’avvio a riciclo degli imballaggi in plastica in Italia è quello di raccogliere tutte le tipologie di imballaggio, in ogni condizione di mercato e su tutto il territorio nazionale

Nella pratica si disporrà il contenitore a fianco dei distributori automatici. Il consumatore, dopo il servizio meccanico, avrà modo di conferire i singoli oggetti plastici all’interno del conferitore Rivending, in modo da accellerare il processo di riciclo evitando qualsiasi errore nel momento dell’isolamento dei vari materiali.

“Il nostro compito – racconta l’imprenditore Libero Cantarella e Direttore di Unionplast, – è quello di promuovere, garantire l’efficienza e il continuo sviluppo di progetti come questi. Al contrario, affidandosi a politiche riduttive si metterà a rischio non solo la sicurezza dei consumatori ma si creeranno gravi problemi occupazionali in un settore, tutto italiano, che è un’eccellenza per il nostro paese anche al di fuori dei confini nazionali”.

fonte (ecodallecittà.it) articolo del 06 novembre, 2019

Cosa sono i codici CER dei rifiuti?

Non sempre si sente parlare di codici CER. iRyciclo che da sempre crede nel valore dell’educazione sociale ha pensato di dedicare l’articolo di oggi a tale oscuro argomento.

Il codice Cer, come spiega Cer Manager “è un codice appartenente al Catalogo Europeo dei Rifiuti. Sono sequenze numeriche volte ad identificare un rifiuto, assegnate ad ogni tipologia, in base alla composizione e al processo di provenienza di quest’ultimo. Per essere in linea con la normativa europea, ogni produttore deve conoscere il codice Cer corretto da attribuire al proprio rifiuto, per gestionarne lo smaltimento/recupero. Con la app di Cer manager è possibile vedere il dettaglio delle aziende che compaiono nei risultati e consultare tutti i codici Cer presi in autorizzazione. Così è possibile ridurre sia i costi che l’impatto ambientale derivante dal trasporto.”

La sigla CER infatti è l’abbreviazione di Catalogo Europeo dei Rifiuti. Si tratta di tre coppie numeriche omologate per tutti i paesi europei. La scelta legislativa che ha voluto il CER sta nel riuscire a definire in una lista tutti i tipi di rifiuti esistenti, aggiornandola costantemente.

Le 20 macro categorie per individuare le attività di emissione del rifiuto sono:

01 – Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali

02 – Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti

03 – Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone

04 – Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell’industria tessile

05 – Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone

06 – Rifiuti dei processi chimici inorganici

07 – Rifiuti dei processi chimici organici

08 – Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso (PFFU) di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti, e inchiostri per stampa

09 – Rifiuti dell’industria fotografica

10 – Rifiuti provenienti da processi termici

11 – Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento dei metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa

12 – Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica

13 – Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili, 05 e 12)

14 – Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto (tranne le voci 07 e 08)

15 – Rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti)

16 – Rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco

17 – Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati)

18 – Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non derivino direttamente da cure sanitarie)

19 – Rifiuti prodotti da impianti di gestione dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale

20 – Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata.

fonte www.smaltimentoassistito.it

Roma rimossi 1.200 rifiuti ingombranti: come ovviare

Tra i mesi di Giugno e Agosto l’incuria di molti ha reso le strade di Roma non fruibili per colpa di molti rifiuti gettati via senza nessun riguardo.

A comunicarla è stata la nota azienda di raccolta Ama, che in un recente comunicato ha segnalato la presenza di ben 455 tonnellate a giugno, 422 a luglio e 313 ad agosto. Un caos che oltre a provocare un grosso disagio urbano, aumenta i costi per tutti i cittadini.

Sono stati recuperati oggetti di ogni genere lungo strade come: via Principe Umberto (I municipio), via Casilina (VII municipio), via Acqui (VII municipio), via Follereau (VI municipio), via Carlo Pirzio Biroli (XV municipio). Le rimozioni di tali rifiuti ingombranti sono state richieste dagli stessi cittadini tramite segnalazioni telefoniche.

Lo sottolinea anche l’Amministratore di Ama Stefano Zaghis, dicendo “anche in queste settimane abbiamo purtroppo dovuto fare i conti con i soliti svuota cantine e con altri maleducati  che persistono in questi comportamenti ingiustificabili. Il nostro personale si trova di frequente a dover segnalare la presenza su suolo pubblico di questi materiali” (fonte ecodallecittà.it).

iRyciclo Play conosce bene questo tipo di problematiche, e sa bene quanto tale incuria possa infliggere un considerevole danno per ai Comuni e per le aziende di raccolta. Per questo gli Eco-raccoglitori iRyciclo Play, oltre a garantire un corretto conferimento di tutti i materiali, ha due capacità molto significative per la lotta contro l’abbandono di rifiuti ingombranti: i nostri macchinari possono essere utlizzati dal cittadino solo dopo che lo stesso si riconosce attraverso l’inserimento della sua tessere sanitaria. Inoltre, gli Eco-raccoglitori iRyciclo Play hanno la predisposizione per l’inserimento di telecamere di sorveglianza per segnalare presenti comportamenti scorretti.

“La terra è ferita”: la prima enciclica sui temi ambientali

Per la prima volta un Papa annuncia una lettera circolare sull’ambiente rivolta e spedita a tutti i Vescovi del mondo.

Per Papa Francesco la nuova Enciclica non è una comunicazione indirizzata solo ai Cristiani, ma a tutti, uomini di fede e non. Il documento, che entra a far parte dell’archivio del Magistero della Chiesa, vuole sottolineare la grave situazione che interessa la nostra terra, costantemente minacciata dalle attività inquinanti dell’uomo. “Serve una conversione ecologica” ha così specificato il Papa.

Nonostante sia un documento compilato oltre che dal Papa, anche da un gruppo di scienziati e attivisti ambientali, l’enciclica in questione mantiene comunque un’impostazione spirituale. Infatti il tema della salvaguardia ambientale pone un’attenzione speciale ai poveri e all’economia moderna, sempre rivolta al profitto e alle diseguaglianze. (fonte Focus.it)

1. «Laudato si’, mi’ Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».[1]

2. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora. (i primi due punti del documento su http://w2.vatican.va )

Leggi l’intera Enciclica cliccando su questo link http://w2.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html

Dove si buttano i rifiuti? Te lo dice un’app

Dove si buttano i rifiuti? Te lo dice un’app. È proprio così, da poco è stata sviluppata un’app intelligente che ha la capacità di riconoscere i rifiuti inquadrandoli attraverso la fotocamera del cellulare.

Lo si deve a Junker, ‘la nuova applicazione che aiuta a fare la raccolta differenziata in maniera semplice, veloce e soprattutto senza errori’. Sul sito web di Junker vengono ben spiegati tutti i benefici che può ottenere l’utente, a prescindere se si tratti del cittadino o di un’azienda. Per i cittadini, Junker offre una vera e propria guida, che percorre l’idea del compostaggio per un perfetto riciclaggio del materiale organico, sino al conferimento finale.

Junker è anche rivolto ai gestori della raccolta dei rifiuti, in grado di riconoscere più di un milione e mezzo di rifiuti. Inoltre offre al comune tre importanti servizi: Segnalazioni di degrado (rifiuti abbandonati, cassonetti rotti, discariche abusive, etc., Servizi a chiamata (ritiro ingombranti, raccolte speciali, etc) e informative dirette all’utente. (fonte junkerapp.it)

Come racconta Benedetta De Santis “Questo sistema di intelligenza artificiale si basa sul machine learning, ovvero sull’apprendimento automatico, e ancora “Il suo patrimonio di partenza è costituito da un database di circa un milione di immagini, che man mano diventeranno sempre più evolute grazie alla collaborazione degli utenti. Saranno loro stessi i maestri che aiuteranno il cervellone ad apprendere e ad aumentare di precisione nel riconoscere gli oggetti”. (dichiarazioni ricavate su Wired.it- articolo di Federica Maccotta).

Chiamatela Generazione R! Conai promuove un nuovo progetto di sensibilizzazione

CONAI è il maggiore Consorzio italiano che permette ai produttori di imballaggi di riciclare e restituire nuova vita ai materiali. I 20 anni di vita di CONAI testimoniano l’impegno della società a valorizzare un sistema di riciclo dei materiali di scarto.

Un’altra mossa di CONAI a favore dei sistemi di raccolta è stata ufficializzata pochi giorni fa, con la pubblicazione di una nuova campagna di comunicazione e sensibilizzazione chiamata GENERAZIONE R! La r con l’esclamazione allude e rimanda chiaramente alla parola riciclo, uno dei termini più discussi di questi ultimi anni. Ma infatti, quello di ideare un progetto di ciclicità dei rifiuti, è sicuramente un compito affidato alle prossime generazioni, pronte a conseguire il lavoro già avviato da Consorzi come CONAI.

“Generazione R! è un progetto inter-consortile, ideato e sviluppato dall’agenzia di comunicazione integrata Take in risposta al bando di gara lanciato pre Covid, che punta ad accendere l’attenzione, individuale e collettiva, sulla necessità di pensare, produrre, consumare e agire in modo sostenibile e sull’impatto dei gesti quotidiani sul funzionamento dell’economia circolare nel nostro Paese.” (fonte touchpoit.news)

iRycicloPlay in linea con lo spirito imprenditoriale di CONAI, plaude a tale iniziativa segnalando i suoi eco-raccoglitori.

iRyciclo Play produce ed installa, eco-raccoglitori per la raccolta differenziata incentivata di plastica e alluminio, vetro, carta e cartone, oli esausti, RAEE e indifferenziato destinati a tutti i comuni e agli enti pubblici. La peculiarità di degli eco-raccoglitori iRyciclo Play è senz’altro rappresentata dall’innovazione del digital signage, un sistema che aiuterebbe gli scopi divulgativi di GENERAZIONE R! accrescendo la potenzialità del progetto con il solo fine di sensibilizzare l’uomo a compiere passi decisivi per la raccolta differenziata.

 

Mosca si rinnova: stop discariche a cielo aperto, parte la raccolta differenziata

Il 2020 è l’anno del cambiamento per i cittadini di Mosca. Prima d’ora la Russia non è mai stata capace di sollevare un piano di raccolta differenziata capace di coinvolgere l’intera metropoli. Il progetto da poco attuato sembra convincere, nonostante i diversi dissensi mossi da alcuni ecologisti un po’ scettici. Mosca è una delle capitali che produce più rifiuti al mondo; alcune fonti parlano di circa 8 milioni di tonnellate ogni anno, mentre l’intera Russia ne dichiara 60 milioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Due anni fa il Presidente Vladimir Putin, firmando il piano nazionale per l’ecologia, ha ufficializzato che la Russia si impegnerà attivamente a conseguire il riciclo del 36% dei rifiuti urbani entro il 2024.

Ma il nuovo piano di raccolta mira ancora più in alto, imponendo l’obiettivo del 50% di riciclo complessivo. Nel futuro prossimo venturo il progetto coinvolgerà anche le città limitrofe, anch’esse provviste di programmi di gestione e smaltimento dei rifiuti. Questo garantirebbe una svolta per gli abitanti di mosca, che a differenza di cittadini di altre nazioni confinanti, sono ancora disavvezzi a tali sistemi e procedure.

“Senza un’educazione e un’informazione accessibile a tutti, nessuno capirà cos’è il riciclaggio. Si verificherà la stessa situazione che si verifica nella maggior parte delle altre città impreparate del mondo”, dice l’eco attivista Asya Mitskevich. ( fonte euronews.com)

Un problema affrontabile con vasti margini di successo adoperando un sistema di digital signage, come quello pensato da iRyciclo Play. Gli eco-raccoglitori iRyciclo Play, dispongono di monitor diretti costantemente da un team ingegneristico di spiccata professionalità, che come peculiarità (oltre a offrire inserzioni pubblicitarie) hanno quella di divulgare qualsiasi contenuto informativo, in modo che il singolo utente possa compiere i passaggi di consegna dei rifiuti autonomamente e in assoluta facilità.

 

 

 

Coronavirus: la raccolta differenziata

L’emergenza Coronavirus

L’Italia è chiamata ad affrontare una delle emergenze sanitarie più grandi dell’ultimo secolo.

Cambiano le abitudini di ognuno: chi può stare a casa, organizzando lo smart working, e chi deve lavorare per garantire che i beni di prima necessità siano assicurati.

Tra questi vi sono gli operatori addetti alla raccolta dei rifiuti.

Il vademecum dell’ISS per i rifiuti

L’ ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha pubblicato un rapporto sulla gestione dei rifiuti da parte dei cittadini positivi al tampone e posti in quarantena obbligatoria, con lo scopo di tutelare la sicurezza degli operatori ecologici.

Al momento non è noto il tempo di sopravvivenza in un rifiuto domestico/urbano dei coronavirus in generale, e del virus SARS-CoV-2 in particolare, ma sussiste una elevata percezione del rischio da parte della popolazione italiana ed anche tra gli operatori coinvolti nella raccolta dei rifiuti urbani

– Per la raccolta devono essere utilizzati almeno due sacchetti (uno dentro l’altro), possibilmente utilizzando un contenitore a pedale.
– Chiudere adeguatamente i sacchi utilizzando guanti mono uso;
– Non schiacciare e comprimere i sacchi con le mani;
– Evitare l’accesso di animali da compagnia ai locali dove sono presenti i sacchetti di rifiuti;
– Smaltire il rifiuto dalla propria abitazione quotidianamente con le procedure in vigore sul territorio (esporli fuori dalla propria porta negli appositi contenitori, o gettarli negli appositi cassonetti condominiali o di strada).

Poche regole per tutti

Per le abitazioni in cui non sono presenti soggetti positivi al tampone l’ISS raccomanda di mantenere le procedure in vigore nel territorio di appartenenza, non interrompendo la raccolta differenziata.
A scopo cautelativo fazzoletti o rotoli di carta, mascherine e guanti eventualmente utilizzati, dovranno essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati.

I paesi asiatici rifiutano la nostra plastica

La Malesia rispedisce ai mittenti 150 container di plastica

Yeo Bee Yin, ministro dell’ambiente malesiano

Se ci sono persone che vogliono vedere questo Paese come la discarica del mondo, stanno sognando quindi noi rimandiamo indietro il carico”

Yeo Bee Yin, ministro dell’ambiente della Malesia, ha twittato così dopo la sua decisione di rispedire al mittente 150 container di plastica che erano stati trasportati illegalmente da 13 paesi “ricchi” come Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Spagna, Canada ecc…

Ha inoltre aggiunto che le spese per il trasporto non saranno a carico della Malesia ma dei paesi da cui provengono.

Non è la prima volta per il ministro malesiano. Lo aveva fatto a maggio 2019, quando la Malesia era stata costretta a rispedire in Spagna 5 container e il governo di Kuala Lumpur aveva dichiarato di aver scoperto altri 60 container di rifiuti illegalmente importati e provenienti da Usa, Canada, Regno Unito e Australia.

Il governo ha poi dichiarato di voler rispedire, entro la metà del 2020, altri 110 container di rifiuti che ad oggi sono fermi nei porti della Malesia.

Non solo la Malesia…

Tra il 2018 e il 2019, alcuni paesi asiatici hanno imposto divieti e restrizioni sulle importazioni di rifiuti plastici:

– Nell’estate del 2018 il Vietnam ha smesso di concedere nuove licenze agli importatori e ha annunciato di voler vietare interamente le importazioni entro il 2025.

-La Thailandia, dove negli ultimi due anni sono arrivate grandi quantità di rifiuti plastici anche dalla Cina, ha intenzione di vietare le importazioni già dal 2021.

Taiwan ha imposto agli importatori di trattare solo rifiuti plastici provenienti da una singola fonte, più facile da riciclare.

-L’India ha emanato due diversi divieti sulle importazioni, dopo che il primo era stato ampiamente aggirato in quanto poco chiaro sui tipi di plastica vietati.

Il riciclo è la risposta

Per anni il più grande importatore di rifiuti plastici è stata la Cina, che però da gennaio 2018 ha vietato l’importazione di 24 tipi di rifiuti, scegliendo di comprare solo quelli più puri e adatti a essere riciclati.

Nel 2019 187 paesi hanno firmato a Basilea una convenzione che proibisce di esportare rifiuti plastici nei paesi che non danno il loro esplicito assenso, a partire dal gennaio del 2021.

Soltanto i rifiuti  precedentemente ripuliti e smistati, potranno circolare liberamente: gli altri avranno bisogno del permesso apposito del paese dove sono spediti.

La tecnologia messa a punto da iRyciclo Play fa si che i rifiuti conferiti siano di qualità (non inquinati) e adatti ad essere riciclati.

Scopri di più sulla nostra pagina