Economia circolare, made in Italy e mascherine

Economia circolare, made in Italy, mascherine: potrebbero sembrare 3 hashtag da usare sui social, sono in realtà 3 basi fondamentali del nuovo progetto di ENEA.

Così come ha spiegato Claudia Brunori (responsabile della divisione Uso efficiente delle risorse e chiusura dei cicli, dipartimento Sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali), il progetto ha lo scopo di creare una filiera circolare delle mascherine: dalla produzione, passando per la raccolta, fino al riciclo delle stesse, tutto Made in Italy.

Cambiare per migliorare

Quello che preoccupa di più dal punto di vista ambientale, è che le direttive dell’ISS sono quelle di conferire le mascherine nell’indifferenziato: le mascherine in questo modo non potranno mai avere una seconda vita.

Col nuovo progetto, ENEA invece intende valorizzare i dispositivi di protezione partendo innanzitutto da una diversa produzione: non più mascherine composte da ferretto, elastico e vari polimeri plastici, ma l’idea è quella di creare filtri monouso in polipropilene da inserire in mascherine lavabili e riutilizzabili.

La raccolta incentivante

Nell’intervista ad AdnKronos , Brunori afferma che a questo punto i filtri usati dovrebbero essere raccolti con un sistema incentivante

Contenitori smart che siano in grado di riconoscere il filtro, sanificarlo e contabilizzarlo associandolo a chi lo ha conferito, affinché si possano elaborare anche forme di incentivazione per il corretto smaltimento rivolte al cittadino come, per esempio, bonus per l’acquisto di nuove mascherine”.

iRycicloPlay ha ideato un nuovo eco-raccoglitore proprio per poter raccogliere in sicurezza i dispositivi di protezione individuale, con il valore aggiunto della raccolta incentivante.

 

 

ROMEO economia circolare e RAEE

Un grande passo avanti: ROMEO

In un articolo precedente (leggi qui) abbiamo parlato di RAEE e di quanto rappresentino una grande risorsa nell’economia circolare: se correttamente differenziati e smaltiti, i RAEE possono costituire una grandissima fonte di materie prime seconde (derivanti dal processo di riciclo).

Un grande passo avanti è stato fatto in Italia grazie ad ENEA: Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile; fiore all’occhiello nel campo della ricerca e delle nuove tecnologie in Italia fin dagli anni Sessanta.

Danilo Fontana, primo ricercatore del Laboratorio Tecnologie per il Riuso, il Riciclo, il Recupero e la valorizzazione di Rifiuti e Materiali di Enea ha spiegato
“I RAEE rappresentano una fonte di materie prime che potrebbe affrancare il nostro Paese e l’Europa dalle importazioni provenienti da Cina, Africa e Sud America”.

Stime e cifre importanti nel riciclo di RAEE

Secondo stime ENEA infatti dal trattamento di 1 tonnellata di schede elettroniche è possibile ricavare 129 kg di rame, 43 kg di stagno, 15 kg di piombo, 0,35 kg di argento e 0,24 kg di oro, per un valore complessivo di oltre 10mila euro (al prezzo attuale di mercato).

Grazie ai ricercatori ENEA è stato messo a punto un impianto pilota per il recupero di materiali preziosi da vecchi computer e cellulari attraverso un processo a ‘temperatura ambiente’ e senza pre-trattamento delle schede elettroniche.

È stato battezzato ROMEO: Recovery Of MEtals by hydrOmetallurgy

Come si intuisce dal nome, ROMEO utilizza un processo idrometallurgico brevettato ENEA che consente di ridurre i costi energetici.
Inoltre ENEA spiega in una nota: le schede elettroniche sono trattate senza essere sottoposte a un processo di triturazione, mentre le emissioni gassose vengono trattate e trasformate in reagenti da impiegare nuovamente nel processo stesso, minimizzando in questo modo impatto ambientale e produzione di scarti.

ROMEO è caratterizzato da modularità e flessibilità che consentono di trattare anche piccole quantità di rifiuti e di scegliere il grado di purezza del metallo recuperato in funzione delle esigenze di mercato.

RAEE e la direttiva europea 2012/19/EU

A partire dal 2019 la direttiva 2012/19/EU (che regolamenta il settore dei rifiuti elettrici ed elettronici) impone il raggiungimento di un target di raccolta dei RAEE pari al 65% (era al 45% nel 2016-2018); questa percentuale comprende non solo schede elettroniche, ma anche  carte di credito con chip, biciclette con pedalata assistita, prese elettriche multiple ecc…

Fontana aggiunge

“Ora il nostro obiettivo è di trasferire all’industria questa tecnologia affinché, attraverso l’introduzione di processi eco-innovativi, si possa completare la filiera del ciclo di trattamento dei rifiuti per far rimanere sul territorio materie prime strategiche, come oro, terre rare, magnesio e cobalto, con tutti i benefici che ne conseguono in termini occupazionali, economici e sociali. Ma con il nostro impianto guardiamo oltre: stiamo testando nuovi processi tecnologici per l’estrazione di materiali ad alto valore aggiunto da diverse tipologie di rifiuti, come magneti permanentibatterie al litio a fine vita, sottoprodotti industriali, ceneri e catalizzatori esausti

 

Nel 2019 in Italia si è registrato un incremento nella raccolta di RAEE del 10% rispetto al 2018, corrispondente a circa il 43% dei RAEE. Questo però indica che il 57% dei RAEE viene smaltito ancora con percorsi alternativi ( o illegali) che non garantiscono rispetto dell’ambiente e nemmeno una efficiente gestione delle risorse.

 

 

Ecco perché con iRyciclo Play abbiamo ideato eco-raccoglitori per la raccolta di RAEE

che incentivino i cittadini alla raccolta e ne garantiscano il giusto riciclo.