Carioca: solo packaging e prodotti in plastica riciclata

La famosa casa produttrice di articoli di colori, cancelleria e similari promuove l’idea di riciclo e riuso.

È da Giugno 2020 che l’azienda leader nel settore ha lanciato una scommessa, quella di rilanciare una nuova logica di mercato che vede il riciclo come risorsa produttiva dei principali materiali prodotti, che sono: matite colorate, packaging e accessori per scuole e uffici.

“La plastica è stata sostituita utilizzando plastica riciclata da: per-consumer, recuperando da processi di produzione, per 42 tonnellate; post-consumer, con il nuovo materiale Ecoallene, 100% da riciclo poliaccoppiati, per oltre 40 tonnellate. Per il prossimo anno l’obiettivo è raddoppiare la quantità̀ di plastica da riciclo utilizzata e aumentare l’utilizzo di plastica riciclata post-consumo anche su altri prodotti in assortimento. L’ambizione di Carioca è rendere riciclo e riuso della plastica la fonte principale dei propri consumi.” (fonte www.adnkronos.com)

Lo stampaggio del materiale plastico in granuli, come viene spiegato nel sito di Carioca, “è in grado di produrre giornalmente oltre 2.000.000 di penne e pennarelli. La completa robotizzazione nell’assemblaggio degli articoli avviene grazie a sofisticate macchine elettromeccaniche equipaggiate con dispositivi di controllo per dare un alto standard qualitativo lungo l’intero processo di produzione.”

“La nostra missione, come afferma Giorgio Bertolo, il principale Director di Carioca, è offrire strumenti per potenziare e stimolare la naturale creatività̀ dei bambini.

Ricavare idrogeno dalla plastica riciclata è possibile

I vantaggi scaturiti dal riciclo di materiali inquinanti come la plastica sono molteplici. Questa settimana approfondiamo un lato innovativo di questo aspetto davvero molto intrigante per i comitati scientifici e non solo: l’argomento di oggi è l’idrogeno ottenuto da scarti plastici.

“L’idrogeno è una parte fondamentale dei piani per affrontare il cambiamento climatico. Per trasformare l’idrogeno in elettricità, emettendo solo vapore acqueo, i veicoli alimentati a idrogeno utilizzano celle a combustibile simili a batterie. Ma l’idrogeno che utilizziamo oggi proviene principalmente dalla scissione del gas naturale, utilizzando un processo ad alta intensità energetica che emette anidride carbonica. 

Per questo i ricercatori stanno cercando modi più puliti e sostenibili per produrre idrogeno e potrebbe esserci riuscito lo studio “Microwave-initiated catalytic deconstruction of plastic waste into hydrogen and high-value carbons”, pubblicato su Nature Catalysis da un team di ricercatori delle università di Oxford, Cardiff, Cambridge, della China University of Mining and Technology, dell’università di Tianjin e del King Abdulaziz City for Science and Technology di Riyadh, dal quale emerge che è possibile produrre idrogeno green partendo dai rifiuti di plastica.” (a cura di GreenReport.t)

Produrre idrogeno “pulito” darebbe una grossa mano all’uomo per diminuire drasticamente l’inquinamento atmosferico rallentando il cambiamento climatico.

Quando il riciclo si relaziona con il digitale

I dati dell’ISPRA confermano che, in Italia, negli ultimi anni, i chilogrammi di rifiuti per abitante sono aumentati radicalmente, ma con la conseguente nota che vede la raccolta differenziata raggiungere il 79% dei rifiuti. È la percentuale può importante di tutta Europa.

Come apprendiamo dall’articolo di Sonia Montegiove sull’interessantissimo sito www.techeconomy2030.it “L’IoT, ovvero l’applicazione di sensori agli oggetti, la raccolta e l’analisi di Big Data e l’Intelligenza Artificiale potrebbero portare un contributo importante. Ne sono un esempio i cassonetti intelligenti in grado, tramite sensori, di migliorare il processo di raccolta dei rifiuti ottimizzando il percorso dei mezzi di raccolta.

Altro esempio, l’innovativa proposta nell’ambito della promozione dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale lanciata da Enea, Smart Bin, un contenitore per rifiuti elettrici ed elettronici “intelligente”, che vuole incentivare il corretto recupero, riuso e riciclaggio dei rifiuti elettrici ed elettronici RAEE. Smart Bin è in grado di riconoscere il tipo di rifiuto smaltito, premiando chi ricicla con uno sconto su un nuovo oggetto da acquistare per il conferimento di oggetti come telefonini, pc, tablet dai quali poter recuperare materiali preziosi contenuti nelle schede elettroniche come oro, argento, palladio o rame. Lo scontrino emesso da Smart Bin indica anche la quantità di emissioni di gas serra evitate, proprio per invitare le persone a riflettere sugli impatti dei nostri comportamenti sull’ambiente.

Da Bruxelles la strategia per il riciclo degli imballaggi

 

Per mantenere l’impegno che vede il raggiungimento del 55% del tasso di riciclaggio previsto dall’agenda 2030, le aziende di tutto il modo devono correre ai ripari per smuovere una percentuale ancora troppo bassa. Si consideri che il 60% dei rifiuti plastici prodotti dall’Unione Europea sono imballaggi.

La Corte dei Conti Europea non si dimostra fiduciosa, anzi, afferma che l’Ue non riuscirà ad assicurare la promessa fatta a favore dell’ambiente se non ci sarà un incremento tassativo. Questa sfiducia sembra essere inevitabile siccome nel 2021 ci sarà il divieto di esportazione del materiale plastico (escluso quello riciclabile) e con il rischio di un aumento del commercio illegale. Serve un cambiamento immediato e in questi giorni la tavola rotonda di Bruxelles sta esaminando la questione, che attualmente vede maggiore il materiale incenerito e minore quello raccolto e riciclato.

Spiega la Corte dei Conti europea che “la modifica della direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio ha introdotto criteri più rigidi per il calcolo dei tassi di riciclaggio. Le attuali cifre sono lungi dall’essere precise o confrontabili tra uno Stato membro e l’altro”. Inoltre, sempre la Corte dei Conti Europea, ha evidenziato la forte richiesta di materiali plastici usa e getta, che in tempi di Covid-19, il mercato mondiale sta incentivando di continuo. Questo dato ci fa capire quanto la plastica rappresenti ancora un materiale di primissima utilità e di tendenza. Se non lo si convertirà in soluzioni di riciclo continuerà a rappresentare un pericolo per noi e per la nostra terra.

fonte art. (ilfattoquotidiano.it) di Luisiana Gaita 6 ottobre 2020

 

Il rilancio è green: la sostenibilità come arma di sviluppo

La pandemia che ci ha travolti inaspettatamente ha influito tantissimo sul mercato mondiale. Hotel, B&B, ristoranti e attività simili sono quelle che hanno subito maggiormente la crisi finanziaria provocata dal Covid-19, e che ancora oggi faticano a ristabilire un equilibrio in borsa.

In questo articolo parleremo delle aziende di acque minerali che attraverso strategie di rilancio green provano ad affrontare con coraggio il periodo di crisi attuale e la possibile attuazione della Plastic Tax, ovvero la tassa sulla plastica, operazione ‘rivista rispetto a come era stata inizialmente presentata. La plastic tax entra in vigore a partire da luglio 2020, ed è stata ridotta a 45 centesimi al chilogrammo di materia plastica.’ (fonte money.it)

In Italia parliamo di ben 130 le aziende con circa 300 brand e 40 mila occupati. Si consideri che l’Italia, assieme alla Francia e alla Germania, rappresenta una fonte preziosa di acqua minerale (batteriologicamente pura dall’origine).

Riguardo l’utilizzo del materiale di confezione di questo bene di prima necessità si sta discutendo molto. Il Pet è un materiale 100% riciclabile e infatti la comunità europea non lo ha mai segnalato al bando. Ecco perché da diversi anni le aziende per la produzione di bottiglie per le acque minerali sono attivissime in termini di riutilizzo e di ciclicità del materiale. Si può dire che le aziende italiane di questo settore sono un’eccellenza di economia circolare.

Non mancano però nuove ricerche per l’individuazione di nuove tecnologie produttive per la realizzazione di modelli di “eco-design” per controbattere alle nuove normative e ai bisogni di mercato.

Secondo Fortuna, vicepresidente di Mineracqua «Per incentivare il riciclo, non bisognerebbe tassare il Pet, che resta comunque una risorsa e non un rifiuto. C’è poi un problema di educazione e comportamenti non corretti da parte di chi abbandona la plastica, non smaltendola correttamente. Ma non si può demonizzare una risorsa come la plastica. Stiamo vedendo durante la fase della pandemia che sempre più spesso vengono abbandonate nell’ambiente mascherine e guanti in plastica: per questo comportamento non corretto da parte di qualcuno, dovremmo forse rinunciare a questi importanti presidi sanitari? L’Italia oggi è al primo posto in Europa per riciclo della plastica con una media del 50 per cento. (fonte della citazione, Il sole 24 ore, art. di Alessio Romeo)

Il piano di rilancio dell’Italia: più green e digitale

Qualche giorno avevamo parlato sulla nostra pagina Facebook del piano per il rilancio dell’Italia dopo la crisi da Covid-19.

Il Presidente Conte ha affermato «Non vogliamo ripristinare lo status quo, ma migliorare il Paese»

Il Piano non è ancora definitivo ma è interessante ripercorrere i punti salienti dello stesso:

1. Un Paese digitale

É il primo punto del piano Conte che parte puntando su una rete nazionale unica in fibra ottica e sul 5G.
Prevede investimenti per rafforzare la cybersecurity e per rendere maggiormente digitale l’Italia (intelligenza artificiale, robotica, servizi in cloud). Ed ancora la promozione dei pagamenti digitali, superare il digital divide grazie a voucher per famiglie e imprese, internet ultraveloce nelle aree rurali per sviluppare l’Agricoltura 4.0.

2. Migliorare le infrastrutture

Questo punto parte principalmente dall’intervento sulle infrastrutture dei trasporti per un Italia iperconnessa: dalle reti ferroviarie, ai porti, agli aeroporti. Miglioramento dell’edilizia urbana e rurale e riqualificazione dell’impiantistica sportiva, anche in vista delle Olimpiadi 2026.

3. Eco sostenibilità

Questo punto si focalizza particolarmente su economia circolare e green economy.Ad esempio ci sono in cantiere progetti per la creazione del marchio Italia sostenibile (Made Green in Italy), l’attuazione delle direttive europee sull’economia circolare; il Progetto “End of Waste” e “Zero Waste” (zero rifiuti in discarica e possibilità di dare nuova vita ai rifiuti tradizionali usandoli come materia prima per altre produzioni), il Green Public Procurement, la lotta agli sprechi alimentari e l’aumento del recupero delle eccedenze come strumento di inclusione sociale.

4. Economia più competitiva

In questo caso si parte principalmente dall’innovazione ( incentivo per i grandi progetti di automazione, intelligenza artificiale e per la transizione green dei sistemi produttivi).
Poi sostegno all’export: Piano straordinario di comunicazione per rilanciare l’immagine del Paese.

5. Filiera produttiva

Grande sostegno anche alla filiera produttiva: partendo dal turismo fino all’agricoltura con il progetto Agriturismo 4.0, passando per la filiera agroalimentare.

6. La Pa al servizio di cittadini e imprese

Punto focale la sburocratizzazione della Pubblica amministrazione, con il rafforzamento delle competenze organizzative del personale, seguito a ruota dalla digitalizzazione della Pa.

7. Investire in ricerca e formazione

Essenzialmente questo punto si concentra sull’innovazione dei sistemi di istruzione, adeguare la formazione alle esigenze del mondo del lavoro ecc…

8. Italia più inclusiva

Questo punto può essere riassunto in poche parole: rafforzamento del Welfare italiano.

9. Modernizzazione del sistema giuridico

Riforma del Codice Civile, Riforma del diritto societario e innovazione del diritto dello sport.

iRycicloPlay per una scuola GREEN

RICICLIAMO A SCUOLA!

iRycicloPlay può aiutarti a rendere la tua scuola, o la scuola del tuo bambino, GREEN.

Educando alla raccolta differenziata la tua scuola sarà in prima linea nell’educazione civica,
nella promozione del senso di collettività e del rispetto dell’ambiente da parte dei bambini e dei loro genitori!

Con iRyciclo Play insegni la raccolta differenziata

ai più piccoli

I bambini imparano a diventare cittadini green!

La scuola sensibilizzerà i suoi alunni sul tema del rispetto dell’ambiente,

potrà organizzare attività extrascolastiche…i bambini impareranno giocando!

 

Vantaggi anche per i più grandi

Il personale scolastico ed i genitori potranno usufruire delle offerte pubblicizzate sugli Eco-raccoglitori iRyciclo Play tramite l’erogazione degli Eco-coupon.

Green Marketing: tra innovazione e sostenibilità

Green Marketing: cos’è?

Volendo dare un definizione semplicistica di “Green Marketing” possiamo dire che si definisce tale la commercializzazione di prodotti ecologici.
Ovviamente non è solo questo, ma molto di più: si intendono tutte le azioni pubblicitarie e informative che promuovono o sottolineano la compatibilità ambientale dei prodotti o la sostenibilità della filiera produttiva.
Il Marketing Verde essenzialmente integra gli aspetti ecologici nell’intera strategia di marketing.
Si tratta di una situazione in cui si ha un guadagno reciproco da parte del produttore e del consumatore:
– il consumatore, con la sua scelta responsabile, sente di aver contribuito alla tutela dell’ambiente;
– il produttore ottiene un extra guadagno rispetto alla concorrenza che non ha ancora adeguato la propria strategia di marketing.

Le 4p del Green Marketing

Le variabili che tradizionalmente costituiscono il marketing mix sono le cosiddette 4P  (Product, Price, Place, Promotion); anche il Green Marketing ha le 4 P  in chiave green:

– Prodotto: Un venditore dovrebbe offrire prodotti ecologici, che non contaminano l’ambiente e limitano i danni ambientali.
– Prezzo: Il prezzo di questi prodotti potrebbe essere leggermente più alto di quello delle convenzionali alternative.
– Posto: La distribuzione logistica è di fondamentale importanza, così come il fatto di concentrarsi sull’utilizzo di imballaggi fatti di materiali riciclabili.
– Promozione: La comunicazione con il mercato dovrebbe mettere l’accento sulle iniziative sostenibili prese dall’azienda.

Una scelta sempre più di successo

Qualche anno fa intraprendere una strategia green significava inserirsi in una piccola nicchia e di poco valore. Alcuni studi hanno invece rilevato un’inversione di rotta sempre più promettente.
È il caso dello studio di Marketing Company Performics che ha evidenziato che gli utenti di Internet pagano un prodotto anche il 5% in più se la merce viene realizzata da aziende che promuovono comportamenti eco–sostenibili.

iRyciclo Play rappresenta una grande soluzione da adottare per dare vita alla tua strategia di Green Marketing!

Con i nostri eco-raccoglitori favoriamo la raccolta differenziata incentivata: il cittadino conferisce il materiale ricevendo in cambio eco-coupon.
L’azienda può dare vita ad attività di comunicazione pubblicitaria green: slide pubblicitarie sugli schermi led 55′ 4k gestite in Digital Signage e possibilità di creare eco-promozioni

Niente spreco di carta stampata, possibilità di comunicare direttamente col cliente e raccolta differenziata incentivata!