Il Covid 19 minaccia il riciclo

Ci siamo emozionati quando, per il lockdown imposto per fronteggiare il Covid-19, la natura si è ripresa i propri spazi.

Le acque limpide, i satelliti hanno rilevato una netta riduzione di inquinamento atmosferico e smog, gli animali liberi nelle città.

Ci siamo posti delle domande: cosa succederà con la ripresa della vita “normale”?

Non era certo auspicabile che il trend restasse quello del lockdown, ma la ripresa ha messo in evidenza comportamenti che possono minare i progressi fatti finora con il riciclo, soprattutto della plastica.

I comportamenti poco sostenibili

La paura di contaminazione dei cibi ha portato ad una corsa all’acquisto di cibi confezionati, anche frutta e verdura.

Questo significa un aumento esponenziale di consumo di plastica monouso e da imballaggio.

Accanto a questa tendenza troviamo la crescente richiesta di cibi da asporto e spesa a domicilio, comportamenti che incrementano l’aumento di packaging monouso.

Questi comportamenti sono aggravati dallo stop, ricevuto negli scorsi mesi, della filiera del riciclo e soprattutto della diminuzione del costo del petrolio che quindi porta le aziende ad approvvigionarsi sempre meno della plastica da riciclo perchè meno conveniente.

Conseguenza di tutto ciò è una diminuzione del riciclo a favore di un aumento della produzione di plastica.

Mascherine e guanti: grande spina nel fianco per l’ambiente

Molti si indignano per la produzione smodata di guanti e mascherine monouso, necessari come dispositivi di protezione individuale per poter svolgere in piena sicurezza le attività giornaliere.

La vera indignazione dovrebbe essere invece rivolta al modo in cui questi dispositivi vengono raccolti.

Ne abbiamo già parlato in questo articolo, in cui esprimevamo le nostre perplessità riguardo l’educazione civica dei cittadini e del corretto smaltimento di questi prodotti.

Purtroppo dopo 2 settimane il trend non accenna a migliorare: sempre più mascherine abbandonate per strada, all’uscita dei supermercati e degli uffici.

iRycicloPlay: raccolta e riciclo SMART

iRycicloPlay produce ed installa ecoraccoglitori SMART: la raccolta è incentivante. I cittadini rispettano l’ambiente e guadagnano eco-coupon spendibili in attività commerciali aderenti.

Tutti sono spronati a fare la loro parte e contribuire a mantenere l’ambiente pulito!

iRycicloPlay per un comune VIRTUOSO

Sapevi che il tuo comune può diventare GREEN?

Ospitando i nostri eco-raccoglitori nel tuo Comune sarà promossa la raccolta differenziata incentivante: iRycicloPlay dove tutti vincono!

La tua città diventa GREEN, migliora la qualità della vita grazie ad una raccolta differenziata ottimale.

I comuni che aderiscono a questo nuovo modo di fare raccolta possono risparmiare sui costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, oltre a ricevere contributi maggiori e ad aumentare il valore dei materiali raccolti.

Costante comunicazione coi cittadini: sugli schermi degli eco-raccoglitori iRyciclo Play il comune potrà migliorare la comunicazione coi cittadini e pubblicizzare a titolo gratuito i propri eventi.

E il cittadino cosa “guadagna”?

La comunità è incentivata grazie al sistema di eco-coupon erogati dagli eco-raccoglitori iRycicloPlay, in forma cartacea o digitale sugli smartphone, tablet o PC e spendibili in prodotti e/o servizi promozionali delle attività commerciali aderenti.

Le attività commerciali che aderiscono al progetto possono aumentare i clienti potenziali e dare vita ad un’attività di green marketing.

Tutti vogliono vivere in un mondo più pulito!

Sapevi che puoi richiedere un comodato d’uso gratuito anche nella tua città?

 

In vista dell’emergenza da Covid-19 e dell’uso obbligatorio di guanti e mascherine, abbiamo ideato un nuovo eco-raccoglitore che potrà aiutarci a tenere pulite e sicure le nostre città!

Coronavirus: nuovo Ecoraccoglitore iRycicloPlay

Dal 4 Maggio molte attività riprendono la propria attività cosi come da DPCM del 26 Aprile.

Sono richieste ovviamente tutte le misure necessarie per il contenimento dell’epidemia: distanziamento sociale (di almeno 1 metro) e l’uso di mascherine e guanti nei posti di lavoro, sui mezzi pubblici e in alcuni negozi o locali.

Si stima che serviranno, sul territorio italiano, dal 4 Maggio in avanti circa 1 Miliardo di mascherine al mese. 

I Dispositivi di Protezione Individuale dove andranno a finire?

L’allarme era scattato già a  fine febbraio da Gary Stokes, cofondatore di OceansAsia, il quale affermava che molte mascherine erano state rinvenute sulle rive delle spiagge di Soko (Honk Kong)

Lo stesso problema se lo sta ponendo l’Italia, in vista soprattutto della Fase 2.

Allarme che ha delle basi: sono stati già trovati migliaia di dispositivi di protezione lasciati per terra sulle nostre strade.

«Le persone che abbandonano oggi questi oggetti sono le stesse che prima abbandonavano altri rifiuti per strada senza alcun rispetto né per la salute né per l’ambiente. Certo che oggi, dato il tipo di rifiuto potenzialmente infetto, questo atteggiamento è ancora più grave» ha detto il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Si perchè il pericolo può essere doppio: se non correttamente raccolti e smaltiti questi dispositivi possono essere fonte di inquinamento ambientale e veicolo del virus.

Nuovo Ecoraccoglitore iRycicloPlay

Per questo iRycicloPlay ha progettato un nuovo Eco-Raccoglitore per Guanti e Mascherine usati.

Il cittadino è tenuto a raccogliere guanti e mascherine usati in un sacchetto apposito che poi conferirà in cambio di eco-bonus, così come per ogni eco-raccoglitore iRyciclo Play.

Noi siamo pronti, e tu? Fa la tua parte! Richiedi il nostro nuovo eco-raccoglitore nel tuo Comune!

 

Coronavirus: la raccolta differenziata

L’emergenza Coronavirus

L’Italia è chiamata ad affrontare una delle emergenze sanitarie più grandi dell’ultimo secolo.

Cambiano le abitudini di ognuno: chi può stare a casa, organizzando lo smart working, e chi deve lavorare per garantire che i beni di prima necessità siano assicurati.

Tra questi vi sono gli operatori addetti alla raccolta dei rifiuti.

Il vademecum dell’ISS per i rifiuti

L’ ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha pubblicato un rapporto sulla gestione dei rifiuti da parte dei cittadini positivi al tampone e posti in quarantena obbligatoria, con lo scopo di tutelare la sicurezza degli operatori ecologici.

Al momento non è noto il tempo di sopravvivenza in un rifiuto domestico/urbano dei coronavirus in generale, e del virus SARS-CoV-2 in particolare, ma sussiste una elevata percezione del rischio da parte della popolazione italiana ed anche tra gli operatori coinvolti nella raccolta dei rifiuti urbani

– Per la raccolta devono essere utilizzati almeno due sacchetti (uno dentro l’altro), possibilmente utilizzando un contenitore a pedale.
– Chiudere adeguatamente i sacchi utilizzando guanti mono uso;
– Non schiacciare e comprimere i sacchi con le mani;
– Evitare l’accesso di animali da compagnia ai locali dove sono presenti i sacchetti di rifiuti;
– Smaltire il rifiuto dalla propria abitazione quotidianamente con le procedure in vigore sul territorio (esporli fuori dalla propria porta negli appositi contenitori, o gettarli negli appositi cassonetti condominiali o di strada).

Poche regole per tutti

Per le abitazioni in cui non sono presenti soggetti positivi al tampone l’ISS raccomanda di mantenere le procedure in vigore nel territorio di appartenenza, non interrompendo la raccolta differenziata.
A scopo cautelativo fazzoletti o rotoli di carta, mascherine e guanti eventualmente utilizzati, dovranno essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati.