Chiamatela Generazione R! Conai promuove un nuovo progetto di sensibilizzazione

CONAI è il maggiore Consorzio italiano che permette ai produttori di imballaggi di riciclare e restituire nuova vita ai materiali. I 20 anni di vita di CONAI testimoniano l’impegno della società a valorizzare un sistema di riciclo dei materiali di scarto.

Un’altra mossa di CONAI a favore dei sistemi di raccolta è stata ufficializzata pochi giorni fa, con la pubblicazione di una nuova campagna di comunicazione e sensibilizzazione chiamata GENERAZIONE R! La r con l’esclamazione allude e rimanda chiaramente alla parola riciclo, uno dei termini più discussi di questi ultimi anni. Ma infatti, quello di ideare un progetto di ciclicità dei rifiuti, è sicuramente un compito affidato alle prossime generazioni, pronte a conseguire il lavoro già avviato da Consorzi come CONAI.

“Generazione R! è un progetto inter-consortile, ideato e sviluppato dall’agenzia di comunicazione integrata Take in risposta al bando di gara lanciato pre Covid, che punta ad accendere l’attenzione, individuale e collettiva, sulla necessità di pensare, produrre, consumare e agire in modo sostenibile e sull’impatto dei gesti quotidiani sul funzionamento dell’economia circolare nel nostro Paese.” (fonte touchpoit.news)

iRycicloPlay in linea con lo spirito imprenditoriale di CONAI, plaude a tale iniziativa segnalando i suoi eco-raccoglitori.

iRyciclo Play produce ed installa, eco-raccoglitori per la raccolta differenziata incentivata di plastica e alluminio, vetro, carta e cartone, oli esausti, RAEE e indifferenziato destinati a tutti i comuni e agli enti pubblici. La peculiarità di degli eco-raccoglitori iRyciclo Play è senz’altro rappresentata dall’innovazione del digital signage, un sistema che aiuterebbe gli scopi divulgativi di GENERAZIONE R! accrescendo la potenzialità del progetto con il solo fine di sensibilizzare l’uomo a compiere passi decisivi per la raccolta differenziata.

 

Eni, Versalis e Corepla fanno squadra per il riciclo degli imballaggi in plastica

Pochi giorni fa Eni e Versalis hanno firmato un accordo con Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta e per il Recupero degli Imballaggi in Plastica) per dar forma a un nuovo piano di riciclo degli imballaggi, soprattutto quelli non riciclabili.

Per ora la metà degli imballaggi riciclati in Italia sono riutilizzati per la produzione di nuovi oggetti attraverso il riciclo meccanico. Il problema però sono le plastiche non compatibili con tale sistema, ovvero quelle identificate con il nome di Plasmix. Una buona parte di questa componente viene impiegata per il recupero energetico ma molte di queste plastiche sono destinate alla discarica.

Per affrontare il problema Versalis ha già messo a disposizione una tecnologia di pirolisi per il riciclo chimico. Eni e Corepla, invece, si stanno impegnando per valorizzare il lavoro degli impianti veneti di bioraffineria.

«Gli accordi sottoscritti con Eni e Versalis si inseriscono in una strategia che mira ad un completo recupero degli imballaggi in plastica» – ha dichiarato il presidente di Corepla, Antonello Ciotti. «Vogliamo essere protagonisti e propulsori di una vera economia circolare basata su progetti concreti e innovativi rafforzando al contempo la leadership italiana di una chimica sempre più sostenibile. Un obiettivo che si concretizza grazie all’avanzamento tecnologico e al costante lavoro di innovazione e ricerca messo in campo da Eni, che ha saputo in questo anno procedere ad un grande piano di riconversione dei suoi impianti, come è stato per Porto Marghera, sapendo guardare ad un futuro green con lungimiranza ed efficienza. Un percorso che, siamo sicuri, procederà verso ulteriori traguardi e che vedrà Corepla sempre pronto a nuove sfide». (fonte www.corepla.it)
iRycicloPlay in linea con lo spirito imprenditoriale di queste prestigiose società, plaude a tale iniziativa mettendo a disposizione i suoi eco-raccoglitori.
iRyciclo Play produce ed installa, eco-raccoglitori per la raccolta differenziata incentivata di plastica e alluminio, vetro, carta e cartone, oli esausti, RAEE e indifferenziato destinati a tutti i comuni e agli enti pubblici. Un sistema ecologico che sposa a pieno l’innovazione tecnologica promossa da Versalis e le intenzioni di cambiamento di Corepla.

Plasmix: la plastica non è tutta uguale

Quando si parla di plastica da riciclare è bene fare le dovute distinzioni tra i vari tipi di materiale.

Le categorie della plastica

Le materie plastiche più diffuse sul mercato sono:

– Polietilene (PE): sacchetti, flaconi per detergenti, giocattoli, altri imballi;
– Polipropilene (PP), con usi diversi: oggetti per l’arredamento, contenitori per alimenti, flaconi per detersivi e detergenti;
– Cloruro di polivinile (PVC): vaschette per le uova, film, tubi; è anche nelle porte, nelle finestre, nelle piastrelle;
– Polietilene tereftalato (PET): bottiglie per bevande, fibre sintetiche, nastri per cassette;
– Polistirene, anche detto polistirolo (PS): vaschette per alimenti, posate, piatti, bicchieri.

PET, PVC e PE permettono i migliori risultati in termini di recupero.

Plasmix: da rifiuto a risorsa

Un’altra categoria del riciclo della pastica, è quella conosciuta con il nome di Plasmix.

In ambito scientifico e legislativo (dal 2017) il plasmix è definito come: insieme di plastiche eterogenee incluse negli imballaggi post-consumo e non recuperate come singoli polimeri.

Plastica povera che costituisce la parte principale di quella derivante dalla raccolta differenziata. Questo materiale è prevalentemente bruciato come combustibile per il recupero energetico e solo una piccola percentuale finisce in discarica.

Ci sono aziende però che hanno visto nel plasmix una grande opportunità e hanno sperimentato l’applicazione dello stesso in diversi campi.

Prima tra tutte la collaborazione tra Pont-Tech, Regione Toscana e Revet col progetto Pro-Plasmix: con questo progetto, grazie al recupero e riciclo del plasmix, sono prodotti manufatti insutriali.

Eni, in collaborazione con Corepla, ha avviato un progetto di impiego del plasmix per creare una nuova materia prima dai rifiuti plastici: idrogeno e biocarburanti di alta qualità.

Anche Iren Ambiente ha capito la grande opportunità che può rappresentare il trattamento del plasmix. Ha infatti avviato un progetto da diversi milioni di euro, con cui costruirà due centri di riciclo delle materie plastiche, uno completamente dedicato al plasmix.

Questo permetterà ad Iren di divenire leader tra gli operatori nazionali nella selezione delle plastiche Corepla e nel trattamento del plasmix.