Da Bruxelles la strategia per il riciclo degli imballaggi

 

Per mantenere l’impegno che vede il raggiungimento del 55% del tasso di riciclaggio previsto dall’agenda 2030, le aziende di tutto il modo devono correre ai ripari per smuovere una percentuale ancora troppo bassa. Si consideri che il 60% dei rifiuti plastici prodotti dall’Unione Europea sono imballaggi.

La Corte dei Conti Europea non si dimostra fiduciosa, anzi, afferma che l’Ue non riuscirà ad assicurare la promessa fatta a favore dell’ambiente se non ci sarà un incremento tassativo. Questa sfiducia sembra essere inevitabile siccome nel 2021 ci sarà il divieto di esportazione del materiale plastico (escluso quello riciclabile) e con il rischio di un aumento del commercio illegale. Serve un cambiamento immediato e in questi giorni la tavola rotonda di Bruxelles sta esaminando la questione, che attualmente vede maggiore il materiale incenerito e minore quello raccolto e riciclato.

Spiega la Corte dei Conti europea che “la modifica della direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio ha introdotto criteri più rigidi per il calcolo dei tassi di riciclaggio. Le attuali cifre sono lungi dall’essere precise o confrontabili tra uno Stato membro e l’altro”. Inoltre, sempre la Corte dei Conti Europea, ha evidenziato la forte richiesta di materiali plastici usa e getta, che in tempi di Covid-19, il mercato mondiale sta incentivando di continuo. Questo dato ci fa capire quanto la plastica rappresenti ancora un materiale di primissima utilità e di tendenza. Se non lo si convertirà in soluzioni di riciclo continuerà a rappresentare un pericolo per noi e per la nostra terra.

fonte art. (ilfattoquotidiano.it) di Luisiana Gaita 6 ottobre 2020

 

Rivendig: il nuovo porgramma di economia circolare

Il progetto promosso da Corepla, Confida e Unionplast prevede l’istallazione di 5 mila contenitori per il riciclo della plastica, specialmente di bicchieri monouso e di palette del caffè dei distibutori.

È un’idea, a favore dei distributori automatici per la vendita di bevande, ha la possibilità di generare un riutilizzo della materia plastica con ampi margini di risparmio. Ci crede Confida (Associazione Italiana Distribuzione Automatica), Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica) e UNIONPLAST (Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche).

Convinte le parole di Antonello Ciotti, Presidente del Corepla “Da sempre l’impegno del Consorzio per massimizzare l’avvio a riciclo degli imballaggi in plastica in Italia è quello di raccogliere tutte le tipologie di imballaggio, in ogni condizione di mercato e su tutto il territorio nazionale

Nella pratica si disporrà il contenitore a fianco dei distributori automatici. Il consumatore, dopo il servizio meccanico, avrà modo di conferire i singoli oggetti plastici all’interno del conferitore Rivending, in modo da accellerare il processo di riciclo evitando qualsiasi errore nel momento dell’isolamento dei vari materiali.

“Il nostro compito – racconta l’imprenditore Libero Cantarella e Direttore di Unionplast, – è quello di promuovere, garantire l’efficienza e il continuo sviluppo di progetti come questi. Al contrario, affidandosi a politiche riduttive si metterà a rischio non solo la sicurezza dei consumatori ma si creeranno gravi problemi occupazionali in un settore, tutto italiano, che è un’eccellenza per il nostro paese anche al di fuori dei confini nazionali”.

fonte (ecodallecittà.it) articolo del 06 novembre, 2019

Cosa sono i codici CER dei rifiuti?

Non sempre si sente parlare di codici CER. iRyciclo che da sempre crede nel valore dell’educazione sociale ha pensato di dedicare l’articolo di oggi a tale oscuro argomento.

Il codice Cer, come spiega Cer Manager “è un codice appartenente al Catalogo Europeo dei Rifiuti. Sono sequenze numeriche volte ad identificare un rifiuto, assegnate ad ogni tipologia, in base alla composizione e al processo di provenienza di quest’ultimo. Per essere in linea con la normativa europea, ogni produttore deve conoscere il codice Cer corretto da attribuire al proprio rifiuto, per gestionarne lo smaltimento/recupero. Con la app di Cer manager è possibile vedere il dettaglio delle aziende che compaiono nei risultati e consultare tutti i codici Cer presi in autorizzazione. Così è possibile ridurre sia i costi che l’impatto ambientale derivante dal trasporto.”

La sigla CER infatti è l’abbreviazione di Catalogo Europeo dei Rifiuti. Si tratta di tre coppie numeriche omologate per tutti i paesi europei. La scelta legislativa che ha voluto il CER sta nel riuscire a definire in una lista tutti i tipi di rifiuti esistenti, aggiornandola costantemente.

Le 20 macro categorie per individuare le attività di emissione del rifiuto sono:

01 – Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali

02 – Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti

03 – Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone

04 – Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell’industria tessile

05 – Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone

06 – Rifiuti dei processi chimici inorganici

07 – Rifiuti dei processi chimici organici

08 – Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso (PFFU) di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti, e inchiostri per stampa

09 – Rifiuti dell’industria fotografica

10 – Rifiuti provenienti da processi termici

11 – Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento dei metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa

12 – Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica

13 – Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili, 05 e 12)

14 – Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto (tranne le voci 07 e 08)

15 – Rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti)

16 – Rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco

17 – Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati)

18 – Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non derivino direttamente da cure sanitarie)

19 – Rifiuti prodotti da impianti di gestione dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale

20 – Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata.

fonte www.smaltimentoassistito.it

Roma rimossi 1.200 rifiuti ingombranti: come ovviare

Tra i mesi di Giugno e Agosto l’incuria di molti ha reso le strade di Roma non fruibili per colpa di molti rifiuti gettati via senza nessun riguardo.

A comunicarla è stata la nota azienda di raccolta Ama, che in un recente comunicato ha segnalato la presenza di ben 455 tonnellate a giugno, 422 a luglio e 313 ad agosto. Un caos che oltre a provocare un grosso disagio urbano, aumenta i costi per tutti i cittadini.

Sono stati recuperati oggetti di ogni genere lungo strade come: via Principe Umberto (I municipio), via Casilina (VII municipio), via Acqui (VII municipio), via Follereau (VI municipio), via Carlo Pirzio Biroli (XV municipio). Le rimozioni di tali rifiuti ingombranti sono state richieste dagli stessi cittadini tramite segnalazioni telefoniche.

Lo sottolinea anche l’Amministratore di Ama Stefano Zaghis, dicendo “anche in queste settimane abbiamo purtroppo dovuto fare i conti con i soliti svuota cantine e con altri maleducati  che persistono in questi comportamenti ingiustificabili. Il nostro personale si trova di frequente a dover segnalare la presenza su suolo pubblico di questi materiali” (fonte ecodallecittà.it).

iRyciclo Play conosce bene questo tipo di problematiche, e sa bene quanto tale incuria possa infliggere un considerevole danno per ai Comuni e per le aziende di raccolta. Per questo gli Eco-raccoglitori iRyciclo Play, oltre a garantire un corretto conferimento di tutti i materiali, ha due capacità molto significative per la lotta contro l’abbandono di rifiuti ingombranti: i nostri macchinari possono essere utlizzati dal cittadino solo dopo che lo stesso si riconosce attraverso l’inserimento della sua tessere sanitaria. Inoltre, gli Eco-raccoglitori iRyciclo Play hanno la predisposizione per l’inserimento di telecamere di sorveglianza per segnalare presenti comportamenti scorretti.

Cassonetti e Big Bags all’interno Eco-raccoglitori iRyciclo Play!

Lo sapevi che all’interno dei nostri Eco-raccoglitori iRyciclo Play possono essere collocati sia cassonetti di ben 1400 lt che Big Bags sintetici?

Il design esterno dell’Eco-raccoglitore iRyciclo Play è ben conosciuto, ma il suoi interno è altrettanto importante. Per chi investe, per le aziende, per i comuni o per le aziende di raccolta la capienza interna e le diverse caratteristiche tecniche dell’Eco-raccoglitore iRyciclo Play sono fondamentali. A differenza delle macchine per la raccolta differenziata, i nostri Eco-raccoglitori hanno una capienza di gran lunga più grande. Le ante poste in basso allo schermo possono custodire sia un cassonetto di 1400 lt che un Big Bags sintetico.

Inoltre, gli Eco-raccoglitori iRyciclo Play:

Possono essere installati su suolo pubblico e privato

Lo svuotamento del cassonetto è affidato al comune o
alle aziende autorizzate alla raccolta dei rifiuti o degli assimilari dei rifiuti urbani e i materiali rimangono di loro proprietà aumentando così le percentuali di raccolta differenziata

I materiali raccolti aumentano di valore perché sono correttamente separati e non inquinati

I cittadini sono riconosciuti attraverso lettore di Codice Fiscale o smartphone se si registrano all’app iRyciclo Play

La comunità è incentivata grazie al sistema di eco-coupon erogati dagli eco-raccoglitori in forma cartacea o in forma digital su smartphone, tablet o PC e spendibili in prodotti e/o servizi promozionali degli esercenti e GDO

Il sistema Digital Signage dei monitor55”4K Backlight 1200 nits degli Eco-raccoglitori dà la possibilità ai comuni e agli enti pubblici di comunicare con
i cittadini in tempo reale

L’ineguagliabile capienza degli Eco-raccoglitori iRyciclo Play!

Lo sapevi che i nostri Eco-raccoglitori iRyciclo Play possono contenere un cassonetto di ben 1400 lt?

Il design esterno dell’Eco-raccoglitore iRyciclo Play è ben conosciuto, ma il suoi interno è altrettanto importante. Per chi investe, per le aziende, per i comuni o per le aziende di raccolta la capienza interna e le diverse caratteristiche tecniche dell’Eco-raccoglitore iRyciclo Play sono fondamentali. A differenza delle macchine per la raccolta differenziata, i nostri Eco.raccoglitori hanno un cassonetto dei rifiuti di gran lunga più grande. Le ante poste in basso allo schermo custodiscono un cassonetto di 1400 lt. Chiaramente un cassonetto di queste dimensioni permette all’ente incaricato alla raccolta dei rifiuti di occuparsi dello svuotamento con più comodità e in tempi più lunghi.

Inoltre, gli Eco-raccoglitori iRyciclo Play:

Possono essere installati su suolo pubblico e privato

Lo svuotamento del cassonetto è affidato al comune o
alle aziende autorizzate alla raccolta dei rifiuti o degli assimilari dei rifiuti urbani e i materiali rimangono di loro proprietà aumentando così le percentuali di raccolta differenziata

I materiali raccolti aumentano di valore perché sono correttamente separati e non inquinati

I cittadini sono riconosciuti attraverso lettore di Codice Fiscale o smartphone se si registrano all’app iRyciclo Play

La comunità è incentivata grazie al sistema di eco-coupon erogati dagli eco-raccoglitori in forma cartacea o in forma digital su smartphone, tablet o PC e spendibili in prodotti e/o servizi promozionali degli esercenti e GDO

Il sistema Digital Signage dei monitor55”4K Backlight 1200 nits degli Eco-raccoglitori dà la possibilità ai comuni e agli enti pubblici di comunicare con
i cittadini in tempo reale

L’economia circolare e il suo processo. Lo spiega Corepla

Siamo giunti al punto in cui solo in Italia vengono introdotti ben 2 milioni di tonnellate di plastica. I nostri mari sono malati, e già da anni si preannuncia un’aumento di rifiuti plastici versati nell’ambiente. In questa fase così delicata urge un cambiamento immediato, e il vice-direttore di Corepla, Antonello Ciotti vede nella corretta raccolta differenziata una grossa speranza per il futuro del nostro pianeta. (intervistato da Wise Society)

In Italia ci sono molte attività, iniziative e campagne di sensibilizzazione che ci aiutano a riciclare nella maniera più giusta. Un dato importante è quello che riguarda la quota della raccolta differenziata e degli imballaggi che è in costante aumento: oltre il 13% in più rispetto a due anni fa. L’impegno delle aziende che distribuisce il materiale plastico sarebbe quello di progettare dei packaging innovativi in eco-design, in modo da poter restituire una nuova vita al contenitore dopo che conclude il suo primo ciclo di vita.

Alla domanda “come interviene Corepla riguardo ai processi di riciclo”, Antonelli Ciotti risponde:

Per capire bene come funzione il consorzio bisogna partire dal comportamento del cittadino virtuoso e dotato di senso civico che fa la raccolta differenziata grazie anche al comune che glielo consente. Dopo la raccolta, noi portiamo la plastica negli impianti sparsi su tutto il territorio nazionale. Lì pesiamo il rifiuto, affinchè il Comune venga premiato con circa 300 euro a tonnellata (nel 2019 il totale pagato ai comuni da Corepla per sostenere la raccolta è stato di oltre 400 milioni di euro). E successivamente, per dare valore agli imballaggi, li separiamo per polimero. Sono operazioni automatizzate e che consentono di separare 15 prodotti: bottiglie, tappi, flaconi della detergenza, film, etc che poi vengono venduti ai riciclatori con l’obiettivo di rimetterli nel ciclo produttivo. Questa operazione di selezione vale quasi 200 milioni. Una parte di quello che selezioniamo può essere venduto. Rimane una parte che non può essere separata e va a produrre un combustibile utilizzato dai cementifici e che aiuta ad arrivare alle temperature di 800-900 gradi. Infine, una parte va in termovalorizzazione.

Lo spin-bike di Levissima per la raccolta selettiva

A Milano è stata installata la prima macchina per la raccolta differenziata selettiva per gli oggetti in plastica a alimentazione assistita. La particolarità di questo originale conferitore, che si trova presso il lido ‘Papeete Beach’ di Milano Marittima, è quella di coinvolgere l’utente in un modo originale e creativo: sul profilo sinistro della macchina, infatti, è stata assemblata una bike capace di generare un quantitativo di energia elettrica in grado di alimentare il funzionamento della macchina; basta solo pedalare!

La macchina, un’idea del Consorzio Coripet, è stata approvata da Levissima, un’altra azienda molto attiva in termini di sostenibilità ambientale. Installare la macchina in un lido così frequentato è sicuramente una scelta vincente, che permetterà a chiunque di conferire i proprio rifiuti nella maniera giusta, divertendosi con il sistema di gamification.

Queste le parole di Giacomo Giacani, Marketing Manager Gruppo Sanpellegrino. “Siamo entusiasti della collaborazione con Coripet e Levissima che ha portato a questo progetto. Da sempre attenti alla gestione del nostro stabilimento, desideriamo educare i nostri clienti al riuso e innescare il processo “bottle to bottle”, facendolo partire direttamente dalla spiaggia” (fonte ravennanotizie.it)

I vantaggi di iRyciclo Play spiegati in 6 punti

iRyciclo Play produce ed installa, in comodato d’uso gratuito, Eco-raccoglitori per la raccolta differenziata di plastica, vetro, RAEE, oli esausti, carta e alluminio, destinati a tutti i comuni e agli enti pubblici per trasformare la vostra città in una Smart City! Il design degli Eco-Raccoglitori iRyciclo Play migliora l’arredo urbano, giocando un ruolo fondamentale nella tutela dell’ambiente e incrementando la percentuale di raccolta differenziata. Gli Eco-Raccoglitori possono essere installati in qualsiasi punto della città.

  1. Possono essere installati su suolo pubblico

2. Lo svuotamento del cassonetto è affidato al comune o alle aziende autorizzate alla raccolta dei rifiuti o degli assimilari dei rifiuti urbani e i materiali rimangono di loro proprietà aumentando così le percentuali di raccolta differenziata.

3. I materiali raccolti aumentano di valore perché sono correttamente separati e non inquinati

4. I cittadini sono riconosciuti attraverso lettore di Codice Fiscale o smartphone se si registrano all’app iRyciclo Play

5. La comunità è incentivata grazie al sistema di eco-coupon erogati dagli eco-raccoglitori in forma cartacea o in forma digital su smartphone, tablet o PC e spendibili in prodotti e/o servizi promozionali degli esercenti e GDO

6. Il sistema Digtal Signage dei monitor 55″ 4K degli eco-raccoglitori dà la possibilità ai comuni e agli enti pubblici di comunicare con i cittadini in tempo reale

Come saranno gli oceani tra venti anni? Dipenderà dalle scelte di oggi

Uno studio pubblicato sul magazine Science con il nome di “Evaluating scenarios toward zero plastic pollution” e pubblicato dal Pew Charitable Trusts e SystemiQ, prova a prospettare con giudizio scientifico le condizioni degli oceani nel 2040. Per far questo il team di ricerca si è servito di dati attendibili sul livello attuale di inquinamento dei 4 oceani, se si considera anche l’Antartico.

Il rapporto spiega in che modo l’uomo può ridurre in maniera decisa l’inquinamento dei nostri oceani dalla plastica. È un problema enorme, forse il più grave di sempre, ma secondo lo studio di SystemiQ esiste una strada per ridurre considerevolmente il versamento dei rifiuti negli oceani.

La ricerca indica che senza alcuna azione per ridurre produzione e consumo di plastica, la quantità immessa nei mari è destinata ad aumentare da 11 milioni di tonnellate a 29 milioni di tonnellate nei prossimi 20 anni, equivalenti a quasi 50 chilogrammi di plastica su ogni metro di costa in tutto il mondo. (fonte jaregione.ch)

Lo studio è convinto che, interpretando nuove abitudini quotidiane, si potrebbe ridurre dell’80% la presenza delle plastiche in mare. A seguito bisogna sostituire i materiali plastici con carta e prodotti altamente riciclabili. Una manovra che garantirà un risparmio di ben 70 milioni di dollari.

Insomma, cosa aspettiamo?