La storia di Zoe e un suo possibile alleato: l’ Eco-Raccoglitore iRyciclo Play

A Bedizzole in Provincia di Brescia una giovanissima sostenitrice dell’ambiente attira l’attenzione di tutti, anche quella del primo cittadino.

La piccola Zoe è una bimba di soli 7 anni con uno spiccato senso civico. Pochi giorni fa tra le varie richieste pervenute al Sindaco Giovanni Cottini si è presentata quella della madre di Zoe. Una richiesta assolutamente inaspettata e insolita che ha sorpreso tutti i funzionari del Comune. Il contenuto della lettera indirizzata al Sindaco è stato deciso proprio dalla piccola Zoe, la quale ha chiesto alla giovane madre di comunicare al primo cittadino la sua volontà di attuare un’attività di raccolta di rifiuti “manuale” per proteggere l’ambiente. Zoe desidera solo una cosa: ripulire le strade della sua amata città da cartacce, mozziconi di sigaretta e mascherine usate.

Un’altra prova che dimostra quanto le nuove generazioni hanno compreso il pericolo in cui incorre l’uomo se non inverte immediatamente il suo modo di abitare.

Riguardo il permesso richiesto da Zoe, il sindaco Giovanni Scottini ha subito espresso considerazioni di lode: “Qui in Comune abbiamo accolto tutti con entusiasmo la volontà della nostra piccola Greta Thunberg. Così, l’abbiamo invitata nella nostra struttura per stipulare un patto di collaborazione con lo scopo di fornirle tutti i materiali necessari per fare una raccolta in sicurezza”. Una firma resa possibile grazie a ‘Legami Leali’, associazione che fa rete tra 22 paesi del Garda nel Bresciano, che ha donato a Zoe sacchi, guanti e pinze per raccogliere i rifiuti.

Per esemplari cittadini come Zoe – la piccola “Greta Thumberg italiana”- il nostro sistema di raccolta differenziata incentivante può davvero rappresentare un aiuto significativo.

iRyciclo Play realizza degli Eco-Raccoglitori per la raccolta di vari materiali ( tra cui guanti e mascherine) che possono essere installati anche al di fuori di istituti scolastici. Questo permetterebbe a più giovani di mettere in pratica le lezioni tenute tra i banchi di scuola sul rispetto per l’ambiente e delle proprie strade.

La plastica non si ricicla facilmente. Il vero business è la comunicazione Green

Purtroppo, molte prove raccontano una triste verità, sconosciuta ai più, riguardo la plastica: è uno dei materiali meno ‘riciclabili’ fra tutti.

I media, i social e gli strumenti di divulgazione di vario genere non ci dicono effettivamente tutto sull’impiego della plastica riciclata. Ci sono dati scientifici davvero raccapriccianti che denotano un riciclo inefficace per questo materiale artificiale. Nel mondo, la stragrande maggioranza di tutti i rifiuti di natura plastica non ha modo di passare per circuiti di recupero, proprio perché, una volta che terminano il primo ciclo di consumo, non ha più le caratteristiche per le quali diventa possibile ripristinare in industria o in laboratorio la sua materia. In altre parole, moltissima plastica scartata è destinata tristemente alla discarica e agli inceneritori.

Verità ancora più cruda è quella relativa all’inquinamento dei mari e dell’aria che respiriamo. Sì, perché la plastica, negli anni, dissolvendosi nella natura, disperde nell’ossigeno un quantitativo enorme di micro frammenti. Ovviamente stesso discorso vale anche per l’acqua che beviamo, inquinata a sua volta da questi micro elementi nocivi. Un valido studio scientifico australiano afferma che ognuno di noi ogni settimana ingerisce 5 grammi di sostanze plastiche.

Il riciclo della plastica non è circolare, bensì lineare. La sua struttura permette un riciclo minimo ed esauribile in pochissimo tempo

Ci rincresce quindi comunicare, a tutti gli imprenditori che si apprestano a impiegare investimenti sul riciclo della plastica, che la vera fonte di guadagno non è quella che si ottiene dal materiale, ma è quella che produce una buona comunicazione, uno slogan sostenibile o un valido messaggio di sensibilizzazione. Ad ogni modo siamo certi che chiunque abbia modo di riciclare plastica percorra una strada utile per il bene comune e per questo ammirevole.

La plastica va riciclata, sempre: ma il vero guadagno lo si ottiene dall’identità green della tua azienda.

iRyciclo Play su questo fronte propone uno strumento davvero interessante ed innovativo per permettere a qualsiasi azienda di affiancarsi alle ragioni ambientali con ottimi risultati. Il mezzo in questione è quello del monitor da 55 pollici con tecnologia Sun Brightless che illumina la parte superiore degli Eco-Raccoglitori.

Gli Eco-Raccoglitori vengono installati in ambienti esterni molto trafficati. Per questo attirano l’attenzione di tanti cittadini, assicurando massima visibilità del messaggio Green dell’azienda che decide di pubblicizzare la propria attività sui monitor.

Resistere al virus con il riciclo: molte aziende ci credono

Vi presentiamo alcune aziende italiane che hanno fronteggiato la pandemia con strategie Green proponendo progetti di riciclo innovativo. Autentici modelli d’impresa da seguire.

Uno di questi esempi imprenditoriali a cui va riconosciuto del coraggio è senza dubbio l’azienda biellese Tcp Engineering. T.C.P. Engineering – si apprende dal loro sito – nasce da un’idea dei suoi cinque soci fondatori: creare una start-up innovativa che lavori a stretto contatto con le aziende produttive nel settore della ricerca e sviluppo in ambito tessile, chimico e di processo.

L’esperienza maturata negli anni presso il Politecnico di Torino, ha confermato l’importanza dell’interdipendenza tra il mondo produttivo e quello della ricerca. La concezione di nuovi processi e metodi di produzione, nell’ottica della qualità e sostenibilità ambientale, ha portato alla stesura, organizzazione e gestione di diversi progetti che hanno visto la collaborazione di numerosi gruppi industriali.

L’azienda biellese volge il suo sguardo verso la progettazione tessile del futuro, quella che impiegherà materiale riciclato, soprattutto plastico. Tra questi troviamo un innovativo filato, molto sottile e apparentemente fragile, composto da una struttura in Acciaio. Riguardo propriamente all’uso della plastica dobbiamo citare l’impegno tecnico di Sirmax di Padova. Sirmax detiene “una profonda conoscenza del settore tecnico e delle materie prime vergini in cui opera da più di cinquant’anni e i recenti grandi investimenti verso la circular economy, hanno reso Sirmax protagonista di un nuovo corso della storia della sostenibilità.” ( https://www.sirmax.com/it/ )

Questo gruppo imprenditoriale ha convertito la propria produzione in idee sostenibili e di circolo economico, entrando nel settore delle plastiche bio e adottando di conseguenza questo materiale in diversi servizi, addirittura in quello automobilistico.

Attività di riciclo? È il modo in cui la comunichi a valorizzare il tuo business

La storia della plastica non ha una vita molto lunga. Eppure, la sua produzione massiva, avviata già durante la metà del Novecento, ha causato rapidamente un drastico inquinamento della terra, dei cieli e dei mari del nostro pianeta.

Da quando la plastica è stata inventata, l’uomo non ha più potuto farne a meno. È un materiale così unico nel suo genere che da subito, tutte le grandi aziende hanno desiderato convertire i loro prodotti ( ex. vetro in plastica ) con questa nuova sostanza artificiale. Dagli inizi si valuta che sono ben 380 milioni le tonnellate prodotte, e ben la metà di tutto il quantitativo pare essere stato industrializzato solo negli ultimi 20 anni.

Purtroppo si fa fatica a evitare l’utilizzo della plastica, proprio per le sue caratteristiche indistinguibili. È duttile, leggera, versatile e soprattutto economica. Diversi studi, inoltre, hanno dimostrato che l’oggetto plastico, una volta che completa il suo primo ciclo di vita, conviene più sostituirlo che riciclarlo, a differenza di quanto avviene per la carta o per il vetro. Questo però provoca inevitabilmente un tilt generale delle discariche mondiali.

La plastica è uno dei materiali di uso comune a essere meno incline ad attività di riciclo. Anche dalla semplice bottiglia di plastica non si possono fare miracoli: già dopo il secondo riutilizzo dello stesso materiale non si riesce a riutilizzare tutta la sostanza plastica di cui ne è costituita.

Ovviamente ciò non significa che la raccolta differenziata non è utile, ma con quanto detto, pare non basti. La nostra terra ci chiede un aiuto più mirato e soprattutto più viscerale.

Questo significa che i messaggi delle aziende, che puntano a direzionare le loro strategie di profitto sulla eco-sostenibilità, oltre a dover essere ben studiati da esperti di comunicazione, devono servirsi di innovativi strumenti e tecnologie di trasmissione. È l’impegno comunicativo (quello basato su dati certi e sull’incentivazione al cambiamento a favore dell’ambiente) a premiare l’imprenditoria moderna.

A Natale regala “Green”. Tante idee di riciclo creativo

Ormai il Natale è alle porte! Se non hai ancora provveduto ai regali, iRyciclo Play ti consiglia originali idee per doni ottenuti da materiale di scarto come la plastica

Da tempo anche i più grandi product designers del mondo stanno utlizzando materiale di scarto, come quello plastico, per realizzare i propri progetti, anche a livello di produzione seriale. Oggi la soluzione del riuso è applicabile anche per l’artigianato, tra cui quello fai da te. Ci sono infatti tantissime possibilità creative per comporre comodamente a casa originali oggetti per adornare gli ambienti domestici. Tra questi, sul web circolano simpatici oggetti da poter regalare ai nostri cari. In questo modo restituiremo nuova vita a materiali ormai destinati all’abbandono in discarica.

Ecco 5 possibilità:

01. PIANTE

Gli alberi producono ossigeno ricavato da anidride carbonica. Regalare una pianta significa assimilare meglio l’aria della casa, e per la persona stabilizza la frequenza cardiaca e la pressione del sangue.

02. PRODOTTI RICICLATI O RIGENERATI

È un modo per ridurre l’impatto ambientale. Come: Giocattoli, oggetti tecnologici plastici o abiti con filati riciclati, ad esempio.

03. LIBRI E SPETTACOLI

Regalare un biglietto per un evento culturale, o anche per mostre, non prevede nessun consumo; specialmente se i biglietti sono stampati su carta riciclata e con inchiostri non altamente inquinanti.

04. OGGETTI UTILIZZABILI PER MOLTO TEMPO

La durabilità è importante. Pensa a un regalo che possa essere utilizzato per tanto tempo. escludi quindi l’oggettistica monouso.

05. NO ALLA PLASTICA

Nei nostri mari circolano piu di 150 milioni di rifiuti plastici. L’occasione dei regali di Natale potrebbe essere una nuova occasione per evitare l’immissione di altri prodotti plastici.

Fonte https://www.consumerismo.it/ art. di Luigi Gabriele

Il nuovo spot di SeiToscana per il riciclo dei materiali

SeiToscana, gestore del servizio della raccolta dei rifiuti urbani, ha presentato da poche ore un simpaticissimo corto animato dove racconta il processo di riciclo, servendosi della semplicità di una cartone 2D

SeiToscana, da come si evince dal sito aziendale, propone ed attua un sistema di raccolta dei materiali davvero efficace. Lo scopo di SeiToscana è quello di difendere il patrimonio ambientale toscano soddisfando a suo tempo le esigenze dei comuni e dei cittadini che rientrano nelle aree di interesse.

Il territorio servito da Sei Toscana è quello della Toscana del Sud e copre circa la metà dell’intera superficie regionale, racchiudendo 104 comuni (35 aretini, 28 grossetani, 6 livornesi e 35 senesi). Un territorio molto eterogeneo che comprende zone montuose, collinari e marittimefatto di piccoli borghi, città d’arte, luoghi patrimonio dell’Unesco, parchi e riserve naturali. Un territorio da salvaguardare, in cui la gestione sostenibile dei rifiuti riveste un ruolo strategico ai fini della salvaguardia e della tutela dell’ambiente.

Il sistema di raccolta integrata predisposto da Sei Toscana consente di affiancare alla raccolta dei rifiuti solidi urbani indifferenziati tutte le tipologie di raccolta differenziata: organico, carta, plastica, vetro, alluminio, tetrapak. I servizi di raccolta si svolgono sia attraverso contenitori stradali (cassonetti tradizionali o con sistemi di accesso controllato con riconoscimento dell’utenza) che attraverso il sistema del ritiro domiciliare, in cui gli utenti devono raccogliere i rifiuti nei sacchetti e mastelli dati in dotazione dall’azienda e conferirli in strada nei giorni e negli orari stabiliti del relativo calendario. Sei Toscana è attiva sul territorio anche con servizi di spazzamento e pulizia di vie e piazze cittadine, gestione dei centri di raccolta e tutta una serie di servizi accessori ed opzionali a disposizione sia dei privati che delle Amministrazioni locali. (fonte www.seitoscana.it)

GUARDA LO SPOT QUI https://www.facebook.com/seitoscana/videos/3499519180165700

Carioca: solo packaging e prodotti in plastica riciclata

La famosa casa produttrice di articoli di colori, cancelleria e similari promuove l’idea di riciclo e riuso.

È da Giugno 2020 che l’azienda leader nel settore ha lanciato una scommessa, quella di rilanciare una nuova logica di mercato che vede il riciclo come risorsa produttiva dei principali materiali prodotti, che sono: matite colorate, packaging e accessori per scuole e uffici.

“La plastica è stata sostituita utilizzando plastica riciclata da: per-consumer, recuperando da processi di produzione, per 42 tonnellate; post-consumer, con il nuovo materiale Ecoallene, 100% da riciclo poliaccoppiati, per oltre 40 tonnellate. Per il prossimo anno l’obiettivo è raddoppiare la quantità̀ di plastica da riciclo utilizzata e aumentare l’utilizzo di plastica riciclata post-consumo anche su altri prodotti in assortimento. L’ambizione di Carioca è rendere riciclo e riuso della plastica la fonte principale dei propri consumi.” (fonte www.adnkronos.com)

Lo stampaggio del materiale plastico in granuli, come viene spiegato nel sito di Carioca, “è in grado di produrre giornalmente oltre 2.000.000 di penne e pennarelli. La completa robotizzazione nell’assemblaggio degli articoli avviene grazie a sofisticate macchine elettromeccaniche equipaggiate con dispositivi di controllo per dare un alto standard qualitativo lungo l’intero processo di produzione.”

“La nostra missione, come afferma Giorgio Bertolo, il principale Director di Carioca, è offrire strumenti per potenziare e stimolare la naturale creatività̀ dei bambini.

Ricavare idrogeno dalla plastica riciclata è possibile

I vantaggi scaturiti dal riciclo di materiali inquinanti come la plastica sono molteplici. Questa settimana approfondiamo un lato innovativo di questo aspetto davvero molto intrigante per i comitati scientifici e non solo: l’argomento di oggi è l’idrogeno ottenuto da scarti plastici.

“L’idrogeno è una parte fondamentale dei piani per affrontare il cambiamento climatico. Per trasformare l’idrogeno in elettricità, emettendo solo vapore acqueo, i veicoli alimentati a idrogeno utilizzano celle a combustibile simili a batterie. Ma l’idrogeno che utilizziamo oggi proviene principalmente dalla scissione del gas naturale, utilizzando un processo ad alta intensità energetica che emette anidride carbonica. 

Per questo i ricercatori stanno cercando modi più puliti e sostenibili per produrre idrogeno e potrebbe esserci riuscito lo studio “Microwave-initiated catalytic deconstruction of plastic waste into hydrogen and high-value carbons”, pubblicato su Nature Catalysis da un team di ricercatori delle università di Oxford, Cardiff, Cambridge, della China University of Mining and Technology, dell’università di Tianjin e del King Abdulaziz City for Science and Technology di Riyadh, dal quale emerge che è possibile produrre idrogeno green partendo dai rifiuti di plastica.” (a cura di GreenReport.t)

Produrre idrogeno “pulito” darebbe una grossa mano all’uomo per diminuire drasticamente l’inquinamento atmosferico rallentando il cambiamento climatico.

Da Bruxelles la strategia per il riciclo degli imballaggi

 

Per mantenere l’impegno che vede il raggiungimento del 55% del tasso di riciclaggio previsto dall’agenda 2030, le aziende di tutto il modo devono correre ai ripari per smuovere una percentuale ancora troppo bassa. Si consideri che il 60% dei rifiuti plastici prodotti dall’Unione Europea sono imballaggi.

La Corte dei Conti Europea non si dimostra fiduciosa, anzi, afferma che l’Ue non riuscirà ad assicurare la promessa fatta a favore dell’ambiente se non ci sarà un incremento tassativo. Questa sfiducia sembra essere inevitabile siccome nel 2021 ci sarà il divieto di esportazione del materiale plastico (escluso quello riciclabile) e con il rischio di un aumento del commercio illegale. Serve un cambiamento immediato e in questi giorni la tavola rotonda di Bruxelles sta esaminando la questione, che attualmente vede maggiore il materiale incenerito e minore quello raccolto e riciclato.

Spiega la Corte dei Conti europea che “la modifica della direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio ha introdotto criteri più rigidi per il calcolo dei tassi di riciclaggio. Le attuali cifre sono lungi dall’essere precise o confrontabili tra uno Stato membro e l’altro”. Inoltre, sempre la Corte dei Conti Europea, ha evidenziato la forte richiesta di materiali plastici usa e getta, che in tempi di Covid-19, il mercato mondiale sta incentivando di continuo. Questo dato ci fa capire quanto la plastica rappresenti ancora un materiale di primissima utilità e di tendenza. Se non lo si convertirà in soluzioni di riciclo continuerà a rappresentare un pericolo per noi e per la nostra terra.

fonte art. (ilfattoquotidiano.it) di Luisiana Gaita 6 ottobre 2020

 

Rivendig: il nuovo porgramma di economia circolare

Il progetto promosso da Corepla, Confida e Unionplast prevede l’istallazione di 5 mila contenitori per il riciclo della plastica, specialmente di bicchieri monouso e di palette del caffè dei distibutori.

È un’idea, a favore dei distributori automatici per la vendita di bevande, ha la possibilità di generare un riutilizzo della materia plastica con ampi margini di risparmio. Ci crede Confida (Associazione Italiana Distribuzione Automatica), Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica) e UNIONPLAST (Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche).

Convinte le parole di Antonello Ciotti, Presidente del Corepla “Da sempre l’impegno del Consorzio per massimizzare l’avvio a riciclo degli imballaggi in plastica in Italia è quello di raccogliere tutte le tipologie di imballaggio, in ogni condizione di mercato e su tutto il territorio nazionale

Nella pratica si disporrà il contenitore a fianco dei distributori automatici. Il consumatore, dopo il servizio meccanico, avrà modo di conferire i singoli oggetti plastici all’interno del conferitore Rivending, in modo da accellerare il processo di riciclo evitando qualsiasi errore nel momento dell’isolamento dei vari materiali.

“Il nostro compito – racconta l’imprenditore Libero Cantarella e Direttore di Unionplast, – è quello di promuovere, garantire l’efficienza e il continuo sviluppo di progetti come questi. Al contrario, affidandosi a politiche riduttive si metterà a rischio non solo la sicurezza dei consumatori ma si creeranno gravi problemi occupazionali in un settore, tutto italiano, che è un’eccellenza per il nostro paese anche al di fuori dei confini nazionali”.

fonte (ecodallecittà.it) articolo del 06 novembre, 2019