Il nuovo spot di SeiToscana per il riciclo dei materiali

SeiToscana, gestore del servizio della raccolta dei rifiuti urbani, ha presentato da poche ore un simpaticissimo corto animato dove racconta il processo di riciclo, servendosi della semplicità di una cartone 2D

SeiToscana, da come si evince dal sito aziendale, propone ed attua un sistema di raccolta dei materiali davvero efficace. Lo scopo di SeiToscana è quello di difendere il patrimonio ambientale toscano soddisfando a suo tempo le esigenze dei comuni e dei cittadini che rientrano nelle aree di interesse.

Il territorio servito da Sei Toscana è quello della Toscana del Sud e copre circa la metà dell’intera superficie regionale, racchiudendo 104 comuni (35 aretini, 28 grossetani, 6 livornesi e 35 senesi). Un territorio molto eterogeneo che comprende zone montuose, collinari e marittimefatto di piccoli borghi, città d’arte, luoghi patrimonio dell’Unesco, parchi e riserve naturali. Un territorio da salvaguardare, in cui la gestione sostenibile dei rifiuti riveste un ruolo strategico ai fini della salvaguardia e della tutela dell’ambiente.

Il sistema di raccolta integrata predisposto da Sei Toscana consente di affiancare alla raccolta dei rifiuti solidi urbani indifferenziati tutte le tipologie di raccolta differenziata: organico, carta, plastica, vetro, alluminio, tetrapak. I servizi di raccolta si svolgono sia attraverso contenitori stradali (cassonetti tradizionali o con sistemi di accesso controllato con riconoscimento dell’utenza) che attraverso il sistema del ritiro domiciliare, in cui gli utenti devono raccogliere i rifiuti nei sacchetti e mastelli dati in dotazione dall’azienda e conferirli in strada nei giorni e negli orari stabiliti del relativo calendario. Sei Toscana è attiva sul territorio anche con servizi di spazzamento e pulizia di vie e piazze cittadine, gestione dei centri di raccolta e tutta una serie di servizi accessori ed opzionali a disposizione sia dei privati che delle Amministrazioni locali. (fonte www.seitoscana.it)

GUARDA LO SPOT QUI https://www.facebook.com/seitoscana/videos/3499519180165700

Quando il riciclo si relaziona con il digitale

I dati dell’ISPRA confermano che, in Italia, negli ultimi anni, i chilogrammi di rifiuti per abitante sono aumentati radicalmente, ma con la conseguente nota che vede la raccolta differenziata raggiungere il 79% dei rifiuti. È la percentuale può importante di tutta Europa.

Come apprendiamo dall’articolo di Sonia Montegiove sull’interessantissimo sito www.techeconomy2030.it “L’IoT, ovvero l’applicazione di sensori agli oggetti, la raccolta e l’analisi di Big Data e l’Intelligenza Artificiale potrebbero portare un contributo importante. Ne sono un esempio i cassonetti intelligenti in grado, tramite sensori, di migliorare il processo di raccolta dei rifiuti ottimizzando il percorso dei mezzi di raccolta.

Altro esempio, l’innovativa proposta nell’ambito della promozione dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale lanciata da Enea, Smart Bin, un contenitore per rifiuti elettrici ed elettronici “intelligente”, che vuole incentivare il corretto recupero, riuso e riciclaggio dei rifiuti elettrici ed elettronici RAEE. Smart Bin è in grado di riconoscere il tipo di rifiuto smaltito, premiando chi ricicla con uno sconto su un nuovo oggetto da acquistare per il conferimento di oggetti come telefonini, pc, tablet dai quali poter recuperare materiali preziosi contenuti nelle schede elettroniche come oro, argento, palladio o rame. Lo scontrino emesso da Smart Bin indica anche la quantità di emissioni di gas serra evitate, proprio per invitare le persone a riflettere sugli impatti dei nostri comportamenti sull’ambiente.

Rivendig: il nuovo porgramma di economia circolare

Il progetto promosso da Corepla, Confida e Unionplast prevede l’istallazione di 5 mila contenitori per il riciclo della plastica, specialmente di bicchieri monouso e di palette del caffè dei distibutori.

È un’idea, a favore dei distributori automatici per la vendita di bevande, ha la possibilità di generare un riutilizzo della materia plastica con ampi margini di risparmio. Ci crede Confida (Associazione Italiana Distribuzione Automatica), Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica) e UNIONPLAST (Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche).

Convinte le parole di Antonello Ciotti, Presidente del Corepla “Da sempre l’impegno del Consorzio per massimizzare l’avvio a riciclo degli imballaggi in plastica in Italia è quello di raccogliere tutte le tipologie di imballaggio, in ogni condizione di mercato e su tutto il territorio nazionale

Nella pratica si disporrà il contenitore a fianco dei distributori automatici. Il consumatore, dopo il servizio meccanico, avrà modo di conferire i singoli oggetti plastici all’interno del conferitore Rivending, in modo da accellerare il processo di riciclo evitando qualsiasi errore nel momento dell’isolamento dei vari materiali.

“Il nostro compito – racconta l’imprenditore Libero Cantarella e Direttore di Unionplast, – è quello di promuovere, garantire l’efficienza e il continuo sviluppo di progetti come questi. Al contrario, affidandosi a politiche riduttive si metterà a rischio non solo la sicurezza dei consumatori ma si creeranno gravi problemi occupazionali in un settore, tutto italiano, che è un’eccellenza per il nostro paese anche al di fuori dei confini nazionali”.

fonte (ecodallecittà.it) articolo del 06 novembre, 2019

Cosa sono i codici CER dei rifiuti?

Non sempre si sente parlare di codici CER. iRyciclo che da sempre crede nel valore dell’educazione sociale ha pensato di dedicare l’articolo di oggi a tale oscuro argomento.

Il codice Cer, come spiega Cer Manager “è un codice appartenente al Catalogo Europeo dei Rifiuti. Sono sequenze numeriche volte ad identificare un rifiuto, assegnate ad ogni tipologia, in base alla composizione e al processo di provenienza di quest’ultimo. Per essere in linea con la normativa europea, ogni produttore deve conoscere il codice Cer corretto da attribuire al proprio rifiuto, per gestionarne lo smaltimento/recupero. Con la app di Cer manager è possibile vedere il dettaglio delle aziende che compaiono nei risultati e consultare tutti i codici Cer presi in autorizzazione. Così è possibile ridurre sia i costi che l’impatto ambientale derivante dal trasporto.”

La sigla CER infatti è l’abbreviazione di Catalogo Europeo dei Rifiuti. Si tratta di tre coppie numeriche omologate per tutti i paesi europei. La scelta legislativa che ha voluto il CER sta nel riuscire a definire in una lista tutti i tipi di rifiuti esistenti, aggiornandola costantemente.

Le 20 macro categorie per individuare le attività di emissione del rifiuto sono:

01 – Rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava, nonché dal trattamento fisico o chimico di minerali

02 – Rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti

03 – Rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone

04 – Rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell’industria tessile

05 – Rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone

06 – Rifiuti dei processi chimici inorganici

07 – Rifiuti dei processi chimici organici

08 – Rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso (PFFU) di rivestimenti (pitture, vernici e smalti vetrati), adesivi, sigillanti, e inchiostri per stampa

09 – Rifiuti dell’industria fotografica

10 – Rifiuti provenienti da processi termici

11 – Rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento dei metalli ed altri materiali; idrometallurgia non ferrosa

12 – Rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica

13 – Oli esauriti e residui di combustibili liquidi (tranne oli commestibili, 05 e 12)

14 – Solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto (tranne le voci 07 e 08)

15 – Rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi (non specificati altrimenti)

16 – Rifiuti non specificati altrimenti nell’elenco

17 – Rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione (compreso il terreno proveniente da siti contaminati)

18 – Rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate (tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non derivino direttamente da cure sanitarie)

19 – Rifiuti prodotti da impianti di gestione dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, nonché dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale

20 – Rifiuti urbani (rifiuti domestici e assimilabili prodotti da attività commerciali e industriali nonché dalle istituzioni) inclusi i rifiuti della raccolta differenziata.

fonte www.smaltimentoassistito.it

Roma rimossi 1.200 rifiuti ingombranti: come ovviare

Tra i mesi di Giugno e Agosto l’incuria di molti ha reso le strade di Roma non fruibili per colpa di molti rifiuti gettati via senza nessun riguardo.

A comunicarla è stata la nota azienda di raccolta Ama, che in un recente comunicato ha segnalato la presenza di ben 455 tonnellate a giugno, 422 a luglio e 313 ad agosto. Un caos che oltre a provocare un grosso disagio urbano, aumenta i costi per tutti i cittadini.

Sono stati recuperati oggetti di ogni genere lungo strade come: via Principe Umberto (I municipio), via Casilina (VII municipio), via Acqui (VII municipio), via Follereau (VI municipio), via Carlo Pirzio Biroli (XV municipio). Le rimozioni di tali rifiuti ingombranti sono state richieste dagli stessi cittadini tramite segnalazioni telefoniche.

Lo sottolinea anche l’Amministratore di Ama Stefano Zaghis, dicendo “anche in queste settimane abbiamo purtroppo dovuto fare i conti con i soliti svuota cantine e con altri maleducati  che persistono in questi comportamenti ingiustificabili. Il nostro personale si trova di frequente a dover segnalare la presenza su suolo pubblico di questi materiali” (fonte ecodallecittà.it).

iRyciclo Play conosce bene questo tipo di problematiche, e sa bene quanto tale incuria possa infliggere un considerevole danno per ai Comuni e per le aziende di raccolta. Per questo gli Eco-raccoglitori iRyciclo Play, oltre a garantire un corretto conferimento di tutti i materiali, ha due capacità molto significative per la lotta contro l’abbandono di rifiuti ingombranti: i nostri macchinari possono essere utlizzati dal cittadino solo dopo che lo stesso si riconosce attraverso l’inserimento della sua tessere sanitaria. Inoltre, gli Eco-raccoglitori iRyciclo Play hanno la predisposizione per l’inserimento di telecamere di sorveglianza per segnalare presenti comportamenti scorretti.

Cresce la produzione di sacchetti in plastica organica

Soprattutto negli ultimi anni si sta verificando una costante produzione di plastiche compostabili o organiche per sostituire la plastica tradizionale, che come tutti sanno è divenuta la principale minaccia del nostro pianeta. Il problema più comune che frena il ciclo rigenerativo delle materie di scarto è quello del conferimento sbagliato. Spesso infatti, molta plastica viene gettata nell’umido, senza nemmeno essere sciacquata a dovere per rimuovere i residui alimentari.

Di pari passo all’elevata produzione di plastiche organiche, purtroppo, anche le plastiche intese come ‘tradizionali’ continuano a essere prodotte in quantità troppo elevate.

Esistono altre soluzioni?

Oltre alla plastica organica, comunemente prodotta grazie all’impiego di mais, esistono altri materiali molto pratici a sostituzione della plastica che dovresti considerare: borse di lino, di canapa, di cotone, di tessuto, o di trame 100% biodegradabili come il feltro, la iuta, il nylon o la lana sono soluzioni pratiche per evitare scelte monouso, come accade ancora oggi nei supermercati.

Ricordiamo che la caratteristica principale delle plastiche compostabili sta nel poter essere adoperata per la produzione alternativa di fertilizzante. Diviene quindi importante differenziare con accuratezza tutti i materiali. Ecco perché nell’umido non va confusa la plastica compostabile con quella comune, se non si vuole compromettere il riciclo del materiale. È comunque consigliato scegliere i sacchetti di plastica organica sia per l’umido che per i diversi tipi di rifiuti.

fonte https://www.lagazzettadilucca.it/rubriche/2020/08/sacchetti-in-plastica-organica-aumenta-lutilizzo/

Coronavirus: la raccolta differenziata

L’emergenza Coronavirus

L’Italia è chiamata ad affrontare una delle emergenze sanitarie più grandi dell’ultimo secolo.

Cambiano le abitudini di ognuno: chi può stare a casa, organizzando lo smart working, e chi deve lavorare per garantire che i beni di prima necessità siano assicurati.

Tra questi vi sono gli operatori addetti alla raccolta dei rifiuti.

Il vademecum dell’ISS per i rifiuti

L’ ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha pubblicato un rapporto sulla gestione dei rifiuti da parte dei cittadini positivi al tampone e posti in quarantena obbligatoria, con lo scopo di tutelare la sicurezza degli operatori ecologici.

Al momento non è noto il tempo di sopravvivenza in un rifiuto domestico/urbano dei coronavirus in generale, e del virus SARS-CoV-2 in particolare, ma sussiste una elevata percezione del rischio da parte della popolazione italiana ed anche tra gli operatori coinvolti nella raccolta dei rifiuti urbani

– Per la raccolta devono essere utilizzati almeno due sacchetti (uno dentro l’altro), possibilmente utilizzando un contenitore a pedale.
– Chiudere adeguatamente i sacchi utilizzando guanti mono uso;
– Non schiacciare e comprimere i sacchi con le mani;
– Evitare l’accesso di animali da compagnia ai locali dove sono presenti i sacchetti di rifiuti;
– Smaltire il rifiuto dalla propria abitazione quotidianamente con le procedure in vigore sul territorio (esporli fuori dalla propria porta negli appositi contenitori, o gettarli negli appositi cassonetti condominiali o di strada).

Poche regole per tutti

Per le abitazioni in cui non sono presenti soggetti positivi al tampone l’ISS raccomanda di mantenere le procedure in vigore nel territorio di appartenenza, non interrompendo la raccolta differenziata.
A scopo cautelativo fazzoletti o rotoli di carta, mascherine e guanti eventualmente utilizzati, dovranno essere smaltiti nei rifiuti indifferenziati.

Carta Smeraldo: Bologna cambia

Un passo indietro?

A Bologna la raccolta dei rifiuti non differenziabili avviene con modalità completamente nuove:

ritornano i cassonetti in strada, ma la grande novità è la Carta Smeraldo.

I cassonetti con cassetto possono essere infatti aperti solo con la carta,

distribuita ai 47.000 intestatari della Tari e attivabile attraverso l’app “il Rifiutologo”.

Altra novità è la Carta Smeraldo web con la quale è possibile aprire il cassonetto avvicinando il proprio smartphone al lettore,

senza dover inserire fisicamente la tessera.

Cosa cambia per i cittadini?

La raccolta dell’indifferenziato non avviene più porta a porta ma è il cittadino a dover conferire i rifiuti autonomamente;

dall’altro lato essendo la carta associata ad ogni utente Tari, si costruisce la strada verso la tariffazione puntuale.

 

La tariffazione puntuale, introdotta dalla legge regionale 16 del 2015, è un sistema per la gestione dei rifiuti che consente di introdurre una tariffa calcolata in parte in base alla reale produzione di rifiuto conferito dall’utente. É una misura che responsabilizza i cittadini e permette di raggiungere risultati ambientali importanti in termini di raccolta differenziata e di riduzione dei rifiuti.

 

Piccoli passi che fanno ben sperare in un cambio di rotta anche nei singoli comuni italiani.

 

Con iRycicloPlay le città possono diventare Smart, scopri come!

 

Fonte Comune di Bologna