Eni, Versalis e Corepla fanno squadra per il riciclo degli imballaggi in plastica

Pochi giorni fa Eni e Versalis hanno firmato un accordo con Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta e per il Recupero degli Imballaggi in Plastica) per dar forma a un nuovo piano di riciclo degli imballaggi, soprattutto quelli non riciclabili.

Per ora la metà degli imballaggi riciclati in Italia sono riutilizzati per la produzione di nuovi oggetti attraverso il riciclo meccanico. Il problema però sono le plastiche non compatibili con tale sistema, ovvero quelle identificate con il nome di Plasmix. Una buona parte di questa componente viene impiegata per il recupero energetico ma molte di queste plastiche sono destinate alla discarica.

Per affrontare il problema Versalis ha già messo a disposizione una tecnologia di pirolisi per il riciclo chimico. Eni e Corepla, invece, si stanno impegnando per valorizzare il lavoro degli impianti veneti di bioraffineria.

«Gli accordi sottoscritti con Eni e Versalis si inseriscono in una strategia che mira ad un completo recupero degli imballaggi in plastica» – ha dichiarato il presidente di Corepla, Antonello Ciotti. «Vogliamo essere protagonisti e propulsori di una vera economia circolare basata su progetti concreti e innovativi rafforzando al contempo la leadership italiana di una chimica sempre più sostenibile. Un obiettivo che si concretizza grazie all’avanzamento tecnologico e al costante lavoro di innovazione e ricerca messo in campo da Eni, che ha saputo in questo anno procedere ad un grande piano di riconversione dei suoi impianti, come è stato per Porto Marghera, sapendo guardare ad un futuro green con lungimiranza ed efficienza. Un percorso che, siamo sicuri, procederà verso ulteriori traguardi e che vedrà Corepla sempre pronto a nuove sfide». (fonte www.corepla.it)
iRycicloPlay in linea con lo spirito imprenditoriale di queste prestigiose società, plaude a tale iniziativa mettendo a disposizione i suoi eco-raccoglitori.
iRyciclo Play produce ed installa, eco-raccoglitori per la raccolta differenziata incentivata di plastica e alluminio, vetro, carta e cartone, oli esausti, RAEE e indifferenziato destinati a tutti i comuni e agli enti pubblici. Un sistema ecologico che sposa a pieno l’innovazione tecnologica promossa da Versalis e le intenzioni di cambiamento di Corepla.

Mosca si rinnova: stop discariche a cielo aperto, parte la raccolta differenziata

Il 2020 è l’anno del cambiamento per i cittadini di Mosca. Prima d’ora la Russia non è mai stata capace di sollevare un piano di raccolta differenziata capace di coinvolgere l’intera metropoli. Il progetto da poco attuato sembra convincere, nonostante i diversi dissensi mossi da alcuni ecologisti un po’ scettici. Mosca è una delle capitali che produce più rifiuti al mondo; alcune fonti parlano di circa 8 milioni di tonnellate ogni anno, mentre l’intera Russia ne dichiara 60 milioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Due anni fa il Presidente Vladimir Putin, firmando il piano nazionale per l’ecologia, ha ufficializzato che la Russia si impegnerà attivamente a conseguire il riciclo del 36% dei rifiuti urbani entro il 2024.

Ma il nuovo piano di raccolta mira ancora più in alto, imponendo l’obiettivo del 50% di riciclo complessivo. Nel futuro prossimo venturo il progetto coinvolgerà anche le città limitrofe, anch’esse provviste di programmi di gestione e smaltimento dei rifiuti. Questo garantirebbe una svolta per gli abitanti di mosca, che a differenza di cittadini di altre nazioni confinanti, sono ancora disavvezzi a tali sistemi e procedure.

“Senza un’educazione e un’informazione accessibile a tutti, nessuno capirà cos’è il riciclaggio. Si verificherà la stessa situazione che si verifica nella maggior parte delle altre città impreparate del mondo”, dice l’eco attivista Asya Mitskevich. ( fonte euronews.com)

Un problema affrontabile con vasti margini di successo adoperando un sistema di digital signage, come quello pensato da iRyciclo Play. Gli eco-raccoglitori iRyciclo Play, dispongono di monitor diretti costantemente da un team ingegneristico di spiccata professionalità, che come peculiarità (oltre a offrire inserzioni pubblicitarie) hanno quella di divulgare qualsiasi contenuto informativo, in modo che il singolo utente possa compiere i passaggi di consegna dei rifiuti autonomamente e in assoluta facilità.

 

 

 

I nuovi eco-raccoglitori per la raccolta differenziata targati iRyciclo Play

iRyciclo Play produce ed installa, in comodato d’uso gratuito, eco-raccoglitori per la raccolta differenziata incentivata di plastica e alluminio, vetro, carta e cartone, oli esausti,
RAEE e indifferenziato destinati a tutti i comuni e agli enti pubblici per trasformare la vostra città in una Smart City!

La raccolta dei materiali è affidata al Comune o all’azienda addetta e rimangono di loro proprietà.

Gli eco-raccoglitori possono essere installati in qualsiasi punto della città.

COSA FA IRYCICLO PLAY?

Produce eco raccoglitori MADE IN ITALY con Marcatura CE garantiti 5 anni.
Personalizza gli eco-raccoglitori con i loghi delle aziende partner, comune, azienda addetta alla raccolta ecc.
Installa gli eco-raccoglitori su suolo pubblico e/o privato.
Crea un network in DIGITAL SIGNAGE e notifiche push per l’eco-advertising.

COSA NON FA IRYCICLO PLAY?

NON si occupa del ritiro dei materiali conferiti.
NON è il proprietario del materiale conferito.
NON richiede alcun contributo per la messa a disposizione degli eco-raccoglitori, né sui materiali raccolti.

 

 

 

La nuova Salonicco pensa in vinile: un progetto innovativo in plastica riciclata

Prosegue con successo il coraggioso progetto eco-sostenibile del team Print Your City di The New Raw fondato dal duo Panos Sakkas e Foteini Setaki, due giovani designers di Rotterdam. “Attraverso l’integrazione del pensiero progettuale, della produzione robotizzata e della ricerca sui materiali, The New Raw offre soluzioni complete di progettazione e produzione additiva per un futuro più sostenibile” (Studio-thenewraw.org)

Il processo creativo sfrutta la capacità della stampa robotica 3D

col fine di promuovere il concetto di design circolare. Tutta la produzione verte nell’utilizzo della plastica riciclata per la realizzazione di prodotti seriali di varie tipologie o per progetti architettonici, come testimoniano diversi progetti urbani già inaugurati. La prossima tappa del progetto Print Your City punta la sua attenzione a Salonicco, importantissima città portuale della Grecia. Il progetto ha un duplice valore: quello pratico, per contribuire attivamente al ciclo di materiale chiuso e quello etico, sensibilizzando la collettività e le produzioni locali, invogliando il pubblico a coltivare scelte di carattere sostenibile. Il successo del progetto per la “nuova” Salonicco consiste nella messa a punto di un braccio robotizzato in grado di convertire i diversi rifiuti di plastica in prodotti industriali su diversa scala. Un servizio innovativo di rara inventiva a servizio dell’ambiente.

Kartell: il design del riciclo

Kartell non ha bisogno di tante presentazioni: marchio del design milanese che in 70 anni è stato l’espressione dell’estro dei più famosi creativi ed architetti.

Kartell Loves the planet

 

Sin dalla fondazione, Kartell ha ben chiarito la propria mission: il prodotto Kartell è un prodotto senza tempo, che nasce nel rispetto dellʼambiente e che è destinato ad occupare, al termine della sua funzione, spazi museali e patrimoni di collezionisti.

Kartell loves the planet è il manifesto industriale con il quale Kartell intende sottolineare il suo impegno per la sostenibilità e la tutela dellʼambiente.

La passione per lʼeccellenza, che guida lo sviluppo di Kartell dalle sue origini, porta lʼazienda a mettere al centro la responsabilità per lʼambiente e lʼattenzione alle buone pratiche di sostenibilità.

 

Le linee del marchio a tema sostenibilità.

Wood: utilizzando un procedimento industriale Kartell lavora il legno proveniente da foreste certificate con un consumo minimo di materia prima per ogni struttura che compone il prodotto.

Bio: un materiale derivato da scarti della produzione agricola.

Dopo una serie di processi per affinarne la composizione, questa biomassa diventa un materiale di primissima qualità, che Kartell ha sperimentato nello stampaggio come le altre materie plastiche.

Il materiale utilizzato per la collezione BIo vanta proprietà di biodegradabilità in acqua e terreno.
Il primo prodotto di questa linea è l’iconico mobile contenitore componibile, disegnato nel 1967 da Anna Castelli Ferrieri.

 

Riciclato: un tecnopolimero termoplastico riciclato al 100% derivante da materiale di accantonamento puro non contaminato da altri materiali.
L’uso di questo materiale garantisce la qualità estetica e i requisiti strutturali del prodotto riducendo le emissioni necessarie per la sua produzione.
Con questo materiale Kartell intende percorre una ulteriore strada nellʼimpegno alla sostenibilità ambientale utilizzando materiale riciclato e al tempo stesso ripulendo l’ambiente dagli scarti che tornano a esser materia prima attivando così un processo virtuoso di economia circolare.

Green Marketing: tra innovazione e sostenibilità

Green Marketing: cos’è?

Volendo dare un definizione semplicistica di “Green Marketing” possiamo dire che si definisce tale la commercializzazione di prodotti ecologici.
Ovviamente non è solo questo, ma molto di più: si intendono tutte le azioni pubblicitarie e informative che promuovono o sottolineano la compatibilità ambientale dei prodotti o la sostenibilità della filiera produttiva.
Il Marketing Verde essenzialmente integra gli aspetti ecologici nell’intera strategia di marketing.
Si tratta di una situazione in cui si ha un guadagno reciproco da parte del produttore e del consumatore:
– il consumatore, con la sua scelta responsabile, sente di aver contribuito alla tutela dell’ambiente;
– il produttore ottiene un extra guadagno rispetto alla concorrenza che non ha ancora adeguato la propria strategia di marketing.

Le 4p del Green Marketing

Le variabili che tradizionalmente costituiscono il marketing mix sono le cosiddette 4P  (Product, Price, Place, Promotion); anche il Green Marketing ha le 4 P  in chiave green:

– Prodotto: Un venditore dovrebbe offrire prodotti ecologici, che non contaminano l’ambiente e limitano i danni ambientali.
– Prezzo: Il prezzo di questi prodotti potrebbe essere leggermente più alto di quello delle convenzionali alternative.
– Posto: La distribuzione logistica è di fondamentale importanza, così come il fatto di concentrarsi sull’utilizzo di imballaggi fatti di materiali riciclabili.
– Promozione: La comunicazione con il mercato dovrebbe mettere l’accento sulle iniziative sostenibili prese dall’azienda.

Una scelta sempre più di successo

Qualche anno fa intraprendere una strategia green significava inserirsi in una piccola nicchia e di poco valore. Alcuni studi hanno invece rilevato un’inversione di rotta sempre più promettente.
È il caso dello studio di Marketing Company Performics che ha evidenziato che gli utenti di Internet pagano un prodotto anche il 5% in più se la merce viene realizzata da aziende che promuovono comportamenti eco–sostenibili.

iRyciclo Play rappresenta una grande soluzione da adottare per dare vita alla tua strategia di Green Marketing!

Con i nostri eco-raccoglitori favoriamo la raccolta differenziata incentivata: il cittadino conferisce il materiale ricevendo in cambio eco-coupon.
L’azienda può dare vita ad attività di comunicazione pubblicitaria green: slide pubblicitarie sugli schermi led 55′ 4k gestite in Digital Signage e possibilità di creare eco-promozioni

Niente spreco di carta stampata, possibilità di comunicare direttamente col cliente e raccolta differenziata incentivata!

Aziende più green al mondo: 4 italiane

Ogni anno Corporate Knights  (rivista sul business sostenibile) stila la classifica delle 100 aziende green al mondo.

La classifica del 2020 (consultabile a questo link) presenta 4 aziende italiane: Enel, Intesa San Paolo, ERG Spa, Assicurazioni Generali Spa.

Come viene stilata la classifica?

Rientrano nella classifica le aziende con almeno un miliardo di dollari di fatturato sulla base di 4 parametri:
– sostenibilità,
– salute finanziaria,
– tipologia di prodotti venduti,
– sanzioni finanziarie ricevute.
A questi si aggiungono successivamente ulteriori 21 parametri specifici per ciascuna tipologia di attività:
– gestione delle risorse naturali,
– gestione del personale,
– ricavi clean,
-performance dei fornitori.

Le italiane più green

Spicca, tra le altre, Enel che al suo debutto nella classifica si posiziona all’ottavo posto con un punteggio di 81.77%.

Tra le prime cinquanta si conferma Erg (produttore di energia eolica), che però rispetto allo scorso anno, scende dalla 16esima alla 35esima posizione (con un punteggio di 71.59%).

Tra le banche, il primato green è dell’olandese Ing seguita da Intesa Sanpaolo che guadagna 41 posizioni rispetto alla classifica del 2019, passando  dall’80esima alla 39esima posizione con un punteggio di 71.20%.

Fa il suo debutto nella classifica anche Assicurazioni Generali in 69esima posizione con un punteggio di 62.71 per cento.

 

Bene, dunque, il lavoro delle italiane ma l’Italia si posiziona al quarto posto rispetto alle aziende europee.

Prima tra tutte, infatti, la Francia con 9 aziende green, seguita dalla Finlandia con 6; ne hanno 5 invece  Regno UnitoDanimarca e Germania seguite appunto dall’Italia con 4.

 

 

 

 

Economia circolare e Made in Italy

Parliamo sempre più spesso di economia circolare. Ma cosa si intende esattamente?

ECONOMIA CIRCOLARE

L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.

In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo.
Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.

I principi dell’economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato invece sul tipico schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”.

Il modello economico tradizionale dipende dalla disponibilità di grandi quantità di materiali e energia facilmente reperibili e a basso prezzo.

(fonte https://www.europarl.europa.eu/portal/en)

Economia circolare in Italia: le cifre

Il “Rapporto sull’economia circolare in Italia” del 2019, a cura di Fondazione per lo sviluppo sostenibile e Enea, ha rilevato che l’Italia è al quinto posto fra gli Stati membri dell’unione Europea per il tasso di utilizzo circolare di materia.

L’Italia si pone dietro a Paesi Bassi (29%), Belgio (20,6%), Francia (19,5%) e Regno Unito (17,2%) e davanti alla Spagna (8,2%).

Made in Italy ed Economia circolare

Se il numero riportato dal rapporto sull’economia circolare non ha rilevato grandissimi risultati in Italia, grande plauso meritano aziende (soprattutto create da giovani) che sono il connubio tra economia circolare e made in Italy.

The Circle: da impatto zero a impatto positivo.

The Circle è un’azienda agricola nata a Roma da 4 giovani laureati in biotecnologie: produce cibo senza creare alcun tipo di inquinamento e rifiuto utilizzando l’acquaponica.

L’acquaponica è una tecnica con la quale vengono accoppiati l’allevamento di pesci e la produzione di ortaggi.
Con questo sistema garantiscono una maggiore resa e una maggiore velocità di crescita delle piante coltivate.

L’alimentazione e la respirazione dei pesci in vasca producono ammoniaca e scarti organici che diventano fertilizzante per le piante.
L’acqua che non viene assorbita dalle piante torna pulita nella vasca dei pesci facendo si che ci sia un risparmio di acqua del 90%.

Pieces of Venice: l’amore per la propria città e la sostenibilità

Pieces of Venezia è un progetto ideato da Luciano e Karin Marson che hanno dato vita a collezioni di oggetti di design partendo da materiale di recupero della Laguna.

Sono infatti utilizzate le catene di navi, i pontili e le passerelle della città di Venezia, le ancore e le vecchie briccole di segnalazione dei canali della Laguna Veneta, che conoscono una nuova vita divenendo preziosi oggetti di design.

Le lavorazioni sono affidate ad aziende  con finalità di riscatto e riabilitazione sociale e il ricavato dell’asta di alcuni dei pezzi più pregiati (come il vaporetto o la gondola) sono interamente devoluti in beneficenza.

I fondatori hanno ulteriormente sottolineato l’impegno nei confronti della città lanciando l’iniziativa ‘Salva Venezia un pezzo alla volta’ contribuendo al mantenimento del decoro urbano.

Il riciclo in passerella

Alla MFW il protagonista indiscusso è stato il Riciclo, o meglio il concetto di moda sostenibile.

I nomi importanti del mondo della moda maschile si sono schierati dalla parte della sostenibilità e della tutela dell’ambiente.

Ermenegildo Zegna: #Use The Existing

Ermenegildo Zegna con la sua collezione intende portare a zero lo spreco riconvertendo i laboratori esistenti

in nuove officine di riciclo di materiali, fibre, tessuti, bottoni.

Già al Pitti 2019 aveva presentato #UseTheExisting, progetto per l’utilizzo di lane e tessuti tecnici sviluppati partendo da materiali di scarto.

 

Armani: Say yes to recycling

 

Say yes to recycling è lo slogan della fall-winter 2020 2021 di Emporio Armani.

In questa collezione Armani riattualizza il guardaroba maschile classico in chiave progressista,

arricchendo la collezione con una capsule collection sostenibile.

La collezione si chiama R-EA e consta di venti capi realizzati con materiali e tessuti riciclati e rigenerati.

 

Grande attenzione dunque all’ambiente e alla produzione sostenibile dai big della moda italiana.

Perchè se ognuno contribuisce in parte nel suo piccolo, possiamo fare grandi cose.

Scopri come fare la tua parte con iRyciclo Play